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| #PER CHI AMA: Black/Doom |
'Epiphanic Perdition' è il primo album dei Chullachaqui, side‑project sludge/post‑metal di Matt Cooper (voce e basso dei Vulgaris). Non è un ascolto facile, e a essere del tutto onesti, mi sa tanto che non voglia nemmeno esserlo. Cooper, che alcuni di voi già conoscono per il lavoro con il suo main project, qui si spoglia di ogni velleità strutturale per dedicarsi a un rituale fatto di fango, ripetizioni e geometrie dilatate. La sensazione, fin dall'iniziale "Yakruna", è quella di entrare in una stanza dove l'aria è densa, quasi irrespirabile, con le chitarre che mostrano quel suono stoner e fuzzy, talmente grasso da poterlo quasi toccare. Il problema è tuttavia che nei suoi oltre sette minuti, la traccia non mostri alcuna variazione al tema di fondo; percussioni e chitarre viaggiano a braccetto in un loop sciamanico che sembra promettere una pace che, in realtà , non arriverà mai. Il fulcro emotivo di questo viaggio è però la trilogia intitolata "Futility": la prima parte, "Unstoppable Force", mostra come unica differenza con la traccia d'apertura, la presenza di una voce gracchiante, poi ancora una ridondanza dronica, una tensione filosofica ancor prima che sonora, per un'altalena di suoni che persiste anche nella successiva "Immovable Object", ma anche qui prevale la noia per una stasi sonora che sembra farsi più cupa e desolante, complici peraltro i 15 minuti del brano. Il cerchio si chiude con "Death Becomes You", 40 secondi acidi come un limone andato a male e che era meglio buttare nella spazzatura. C’è spazio ancora per la melmosa "The Serpent", un pezzo doom (con voce black) che rallenta ulteriormente il passo, prima che "Oblivion" (traccia del 2023), chiuda il lavoro con gli ultimi 14 minuti e passa di un black sghembo quanto inutile, per un album troppo monolitico che non trova sicuramente il mio favore. Se cercate la melodia che vi salvi la giornata, un guizzo di genio, o qualcosa di accattivante, beh sappiate che questo decisamente non è il vostro posto. (Francesco Scarci)
(Self - 2026)
Voto: 50







