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| #PER CHI AMA: Sludge/Doom |
C’è un momento preciso, di solito già al termine del primo minuto di un disco doom, in cui capisci se chi suona sta semplicemente replicando una formula o se sta cercando di saturare la stanza con gas nervino per impedirci di respirare. Quando parte la traccia d’apertura, "Preacher of my Own Demise', dell'EP di debutto degli inglesi Blüdwyrm, la sensazione non è quella di venire travolti da un’ondata di fango primordiale, piuttosto quella di sfogliare un catalogo di cliché sludge/doom già ampiamente codificati trent’anni fa da gente come Electric Wizard o primi Cathedral. Il problema principale di 'The Blissful Sleep of Ignorance' non sta nella perizia tecnica dei musicisti, che sanno perfettamente dove mettere le mani, né in una produzione volutamente sporca, registrata ai Poole Gateway Studios. Il vero limite è che ogni singolo riff, ogni passaggio di batteria e ogni linea vocale del frontman sembrano calcolati a tavolino per rientrare nei canoni di un genere che, oggi più che mai, avrebbe bisogno di maggior personalità e non di semplici restauratori. Si avverte una totale mancanza di quell'imprevedibilità che rende il metal estremo una materia viva; tutto scorre esattamente come ti aspetti, con una pesantezza prevedibile che, traccia dopo traccia, si trasforma in noia. Persino il singolo "The Vultures", che nelle intenzioni dovrebbe mordere e mostrare il lato più dinamico del trio di Bournemouth, si trascina senza una reale zampata, finendo per suonare come una b-side sbiadita dei Cathedral di 'Forest of Equilibrium'. C’è un momento preciso poi, durante i sei minuti abbondanti della conclusiva "Pesticides", in cui la dilatazione psichedelica e le stratificazioni di chitarra di Alex Jones dovrebbero creare un’atmosfera claustrofobica e spettrale, e invece l'unica cosa che si percepisce è il peso di un minutaggio tirato troppo per le lunghe. Alla fine, non basta abbassare l’accordatura della chitarra, saturare le frequenze e gridare con voce stanca per trasmettere un disagio autentico, serve una scintilla che questo lavoro purtroppo non possiede, preferendo adagiarsi in un sonno fin troppo protetto dalle proprie influenze. (Francesco Scarci)
(Road to Masochist Records - 2026)
Voto: 50







