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| #PER CHI AMA: Black/Thrash |
Rinati dalle ceneri degli svedesi Beastiality, i Teratum debuttano sulla breve distanza con 'Ordnance of Spiritual Warfare', mettendo in campo un blackened thrash affilato che guarda in casa dei Nifelheim, Desaster e dei soliti Sodom. La produzione punta tutto su un'impronta sotterranea e analogica con chitarre corrosive, linee di basso solide e una batteria martellante a supporto di un cantato acido e condiviso, mentre i testi scelgono di concentrarsi su temi di guerra spirituale e apocalisse urbana. L'assalto si apre con la velocissima "Dead in the Marshes", mazzata thrashy di matrice teutonica che incrocia l'oscurità del black svedese, per poi passare all'incedere più ritmato e ossessivo di "Leviathan Rise", impreziosita da chitarre acuminate e sinistre. Se con la successiva "Total Void" il quartetto sferra un colpo frontale mescolando cadenze pesanti a ripartenze furiose, la conclusiva "Metropolis of Death" prova ad allargare le strutture intrecciando aperture epiche, linee melodiche ad accelerazioni devastanti. Tirando le somme, la perizia esecutiva c'è e la passione vecchia scuola pure, ma dopo quarant'anni di ascolti estremi quello che mi resta in corpo è soltanto la persistente sensazione di un già sentito senza fine. L'underground li accoglierà anche con entusiasmo per la loro sfacciata autenticità , ma per quanto mi riguarda 'Ordnance of Spiritual Warfare' è un disco che strappa un risicatissimo sei in pagella per rispetto al mestiere, rimanendo un lavoro innocuo e privo di spunti davvero interessanti. (Francesco Scarci)
(Dying Victims Productions - 2026)
Voto: 60







