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| #PER CHI AMA: Melo Death/Deathcore |
Non ho trovato troppe informazioni relative a questi Pale Heaven, band originaria dell'Ontario, dedita a un melo death, sporcato di influenze black/deathcore. 'Jaws of Eternity' dovrebbe essere il loro debut album stando a Spotify (stranamente non compaiono nemmeno su Metal Archives), un disco in cui le chitarre s'intrecciano come sciabole a duello, sostenute da un basso fluido che non si limita a marcare il tempo ma a dettarlo, mentre la voce del frontman urla tutta la propria disperazione, in un growl possente, a tratti soffocato. Dopo l'intro, esplode furiosa "Jaws of Eternity", la traccia che dà il titolo al disco, con chitarre sparate a tutta velocità , tra melodie cinematiche, intermezzi atmosferici e vocalizzi a tratti indemoniati. Spettacolare la crescita ritmica, le melodie che vanno gonfiandosi nel finale e le intemperanze deathcore in qualche breakdown che dirompe nel corso del brano. Poi un arpeggio ad aprire "Still We Wander", e poi ancora le chitarre si rincorrono e si frantumano in distorsioni improvvise, mentre la voce sembra quasi sussurrare nel buio. La musica dei quattro musicisti di Toronto va veloce al dunque, ti prende e ti porta esattamente dove essi vogliono portarti, insinuandosi sotto pelle con le loro melodie e gli assoli accattivanti, senza che tu nemmeno te ne accorga. Forse per questo mi hanno entusiasmato al primo ascolto, li ho trovati immediatamente gradevoli, uno di quei dischi che ti si appiccica addosso e non riesci più a togliertelo dalla pelle. E non vi spaventi nemmeno un pezzo come "Torchbearer", forse più ostico dei precedenti, ma comunque super dinamico e devastante. "Abyssal Waters" prova a farci sprofondare nelle viscere degli oceani, complice quel vocione animalesco del cantante, in realtà il pezzo è un bell'esempio di melodie ariose tra ritmiche serrate e rallentamenti soffocanti, ancora nel segno del deathcore più progressivo e melodico. Mi piacciono questi canadesi, lo ribadisco, non hanno troppa paura di suonare come già sentiti o addirittura scontati, io ci sento il cuore nella loro proposta, un connubio di melodie facili da assimilare ("Equinox" e la conclusiva "Winds of the Tempest" sono altre due eccellenti conferme), tonanti ritmiche e quanto di più fresco si possa sentire in una bella e fresca giornata di primavera. Bravi. (Francesco Scarci)
(Self - 2026)
Voto: 75






