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| #PER CHI AMA: Brutal Death |
Ci sono band che passano una carriera intera a inseguire l'avanguardia e altre che, semplicemente, preferiscono barricarsi nel proprio bunker di certezza scolpita nel granito: i danesi Dawn of Demise appartengono senza dubbio a questa seconda categoria, e 'Feed My Absurdity' ne è la riprova più granitica e testarda. La ricetta dei nostri non cambia di un millimetro, radicata com'è nella solita venerazione per la lezione dei soliti pesi massimi, Suffocation, Dying Fetus, Severe Torture e qualche puzza di zolfo in stile Morbid Angel, il tutto valorizzato da una produzione tirata a lucido, chirurgica e spessa come un muro di mattoni. Le chitarre sono rasoi sintonizzati su frequenze bassissime, la batteria picchia con una precisione quasi clinica e il cantato sfoggia quel cavernoso, viscerale growl d'ordinanza che sviscera l'infinita assurdità del degrado umano. La maestria esecutiva dei quattro è indubbia, e la riprova sta in un lavoro chitarristico tirato a lucido: gli assoli sciorinati lungo la scaletta sono autentiche perle di tecnica e gusto brutal, veri lampi di classe che emergono da un mare di metallo incandescente. L'apertura, affidata alla title track, mette subito in chiaro le cose a colpi di riff quadrati e controllo ritmico totale, spianando la strada alle accelerazioni a base di blast-beat di "Ominous". Il motore continua a girare a pieni d'olio con il sound monolitico di "The Essence of Extirpation" e il plettraggio ossessivo di "Reviving Demise", per poi piazzare il gancio con gli stop-and-go cupi e cadenzati di "The Immoral". La seconda metà del disco non sposta di una virgola l'inerzia del massacro. Intendiamoci bene, da navigato macellaio del genere non posso che alzare il cappello di fronte a una prova strumentale così impeccabile e a soli di chitarra di questo livello. Tuttavia, una volta spenti gli amplificatori, la sensazione di dejà-vu è semplicemente soffocante: in fatto di personalità e idee nuove qui dentro c'è il deserto assoluto. Alla fine, 'Feed My Absurdity' è un disco brutale, suonato con una perizia tecnica invidiabile se cercate la solita scossa d'adrenalina, ma se da un album pretendete anche solo un minimo briciolo d'originalità, vi conviene bussare a un altro portone. (Francesco Scarci)
(Unique Leader Records - 2026)
Voto: 62







