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| #PER CHI AMA: Post Black |
Se amate il black metal che sa di muschio e spiriti ancestrali, questo EP non è un'opzione, diventa quasi un testamento. Stiamo parlando dei Blackbraid, che bene han fatto parlare di loro begli ultimi anni e che ritornano con un nuovo EP, 'Nocturnal Womb'. Il progetto solista di Sgah'gahsowáh propone tre tracce per venti minuti di musica: due nuovi inni feroci più una versione acustica strumentale di "Barefoot Ghost Dance on Blood Soaked Soil" (song inclusa nel loro primo capitolo), in edizione in vinile 10" in due differenti colori. La proposta del mastermind nativo americano è il classico, dirompente e affannato attacco post black che arriva dalle profondità selvagge dei Monti Adirondack e si palesa con chitarre in tremolo picking, affilate come il vento glaciale che taglia la faccia tra gli alberi, con un senso di natura che non accoglie ma osserva con indifferenza, quasi con ostilità . È cosi che ci investe "Nocturnal Womb", la traccia d'apertura, con una tensione che va lentamente salendo fino a un cataclisma di blast beat, per finire poi in un maestoso finale evocante i Bathory più epici. In "Celestial Bloodlust", il factotum statunitense colpisce con furia devastante, diretta e senza troppi compromessi. A chiudere, ecco la chitarra acustica di "Barefoot Ghost Dance on Blood Soaked Soil", in una versione totalmente trasformata dall'originale, che vede un inno feroce trasmutato in una preghiera solitaria dalle forti tinte folk che verosimilmente richiama le radici animiste del progetto. Alla fine 'Nocturnal Womb' non è un riempitivo, ma un rito di venti minuti che profuma di terra bagnata, sangue antico e legna arsa. (Francesco Scarci)
(Wolf Mountain Productions - 2026)
Voto: 72







