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lunedì 15 aprile 2024

Poroniec - W Po​ł​ogu

#PER CHI AMA: Black/Death
Della serie picchiare come fabbri, questa sera vi presentiamo 'W Po​ł​ogu', atto primo dei polacchi Poroniec. Una tempesta sonora che potrebbe essere assimilabile al moniker dei nostri che si rifà a un demone maligno della mitologia slavonica, dotato di una faccia deforme, nato dall'anima di un feto morto intenzionalmente, e direi ben rappresentato nella cover del disco. Non lasciatevi pertanto tranquillizzare da quell'intro melliflua che apre il disco, perchè ben presto verrete investiti dalla furia disumana del duo di Kraków, che in "Nieprzystępni" vi travolgerà brutalmente con un black death senza troppi fronzoli, comunque tecnicamente valido e interessante. Produrre musica originale al giorno d'oggi è diventato qualcosa di più unico che raro, quindi sarà meglio non riporre troppe aspettative in fatto di originalità della proposto, e semmai sarà meglio gustarsi questo treno impazzito che vi si scaraventerà addosso, traccia dopo traccia, il suo enorme carico di odio. I brani scorrono veloci che è una meraviglia, tra parti cazzutissime e altre più rallentate ("Niedorzeczności"), dove la band arriva a proporre addirittura cori puliti (e anche una voce femminile in sottofondo, che dovrebbe appartenere a Hekte Zaren degli Adaestuo) che fanno da contraltare a un growl possente e convincente, oltre che a ritmiche dapprima oblique e poi sparate a velocità impressionanti, ma sempre permeate di una sottile epicità di fondo che renderà l'ascolto di 'W Po​ł​ogu', un'interessante esperienza conoscitiva. "Moralności" continua sulla falsariga delle precedenti, affidandosi a una disarmonica e compassata linea di chitarra su cui poi imbastire le varie accelerazioni, distorsioni, rallentamenti e incursioni di altre ospiti (la già citata Hekte e tal Justyna Walczyk) che vanno ad arricchire un brano che altrimenti rischierebbe di finire nell'anonimato. Il disco è comunque solido, e lo testimoniano anche altre song, dalla malinconica "Przypadłości", passando per la glacialità post black affidata agli splendidi tremolo picking di "Mądrości", fino ad arrivare ai 13 minuti conclusivi di "Wątpliwości", che condensano tutte le peculiarità esibite dal combo polacco. Si passa infatti con somma disinvoltura dal black mid-tempo iniziale al debordante sound innescato attorno al terzo minuto, per poi rallentare pericolosamente un minuto più tardi. I nostri ci offrono poi un demoniaco e salmodiante intermezzo ambient tra il settimo e il nono minuto, per finire di scardinare ogni barriera sonora nella coda del brano e sancire definitivamente la loro pericolosità strumentale. (Francesco Scarci)

Deathlike Dawn - Among the Graves of the Archetypes

#PER CHI AMA: Black Old School
Melodie sinistre, oscure e malefiche per un black metal avvolto da profondo mistero. Stiamo parlando dei polacchi Deathlike Dawn e del loro secondo album, 'Among the Graves of the Archetypes', uscito a distanza di quattro anni dal precedente 'Deliria and Dreams'. Un disco che affonda sicuramente le proprie radici nel black old school anni '90, con tanto di scricchiolanti riff, ridondanti ritmiche (come il buon Burzum era solito infarcire i propri lavori) e gracchianti grim vocals, il tutto impastato da un suono sporco e cattivo, in cui gli strumenti non sono peraltro cosi facilmente identificabili. Eppure, nonostante quello che sembra essere un bel pastrocchio, il disco dei nostri riesce a cogliere la mia attenzione e generare comunque emozioni piacevoli. I primi due pezzi, "A Monument I Shall Raise in Flame" e "Plutonic Ether" li trovo davvero buoni, per quanto non propongano nulla di innovativo nel loro ipnotico incedere di chitarre e azzeccatissime melodie che non tolgono comunque quell'impatto old school alla release. Sembra infatti di essere catapultati indietro nel tempo di 30 anni quando (i futuri) mostri sacri norvegesi, si stavano affacciando sulla sena. E penso ai primissimi Enslaved, Emperor, Dimmu Borgir, Burzum e Gehenna, e le loro proposte di black minimalista ma comunque contraddistinto da un piglio atmosferico, che alla fine convergeranno tutte insieme nelle note di questo disco marcescente ma indovinatissimo. Nella proposta dei Deathlike Dawn ci sento poi anche un che del cosmic black dei Darkspace, soprattutto nel secondo brano, che inizia all'insegna di un black doom, per poi evolvere con i suoi synth e tastiere, verso un black atmosferico, in grado di creare una sorte di sospensione del tempo. Con "Forked Tongues of Eternal Fire", il duo di Wrocław esibisce un black più tirato, che ammicca anche ai Windir nella linea delle chitarre in super tremolo picking. Che dire, se non che tutti gli amanti di simili sonorità, dovrebbero approcciare questa nuova realtà polacca, per lo meno per dargli un'occasione. Io mi sento di dargliela, anche laddove i nostri non offrono palesemente nulla di originale. Ascoltare però "Darkly Treads the Twilight" è un po' come riscoprire 'Vikingligr Veldi' degli Enslaved, mentre con la rutilante "In Tenebrous Depths, a Transfiguration" mi lascio piacevolmente investire dalla martellante contraerea dei nostri. In chiusura la caustica "Dew and Blood", pezzo rabbioso ma che forse non concede grosse emozioni, se non nel comparto solistico, dove la band si diletta con ottimi assoli e una furibonda cavalcata conclusiva. Nostalgici. (Francesco Scarci)

domenica 14 aprile 2024

Nunslaughter - Angelic Dread

#FOR FANS OF: Death/Thrash
Killer death metal, though the songs are short. I didn't mind that, they reined with fury! Catchy riffs and tolerable vocals, there's no going wrong with this band! The vocals go well with the music! Best Nunslaughter I've heard from them. Excruciatingly immense death metal galore! Check out one of their lengthier songs called "Looking Into The Abyss."

The music is thrash/death metal, more thrash in the guitars and a tinge of death metal with the vocals. But I know they're considered to be solely a death metal band. The vocals reflect Jeff Walker via Carcass. Same screaming sound if you didn't notice, but it seems to be true to that!

Riffs sound crunchy and catchy. There isn't a Nunslaughter album I've heard that tops this one. And it's good they're re-establishing a great fan base. They need it and their music is unique.

The production quality on here is superb! I enjoyed how they weaved everything into place in terms of instruments/voice. The aggression is totally there, and wouldn't want to change anything on this release. They diversify, they're not aggression totally, but the guitars are HEAVY! I think that they down-tune the guitars to reach that thickness sound. What a great band, they're wholly underrated! I ordered their CD from Hells Headbangers because I thought it one album that I couldn't pass up! The music took over and I loved the vocal department. This band is way unique and uncompromising! Be sure to take a listen to the song I mentioned and see if it's up to your death metal pallet! (Death8699)


(Hells Headbangers Records/Fatalism Musickness - 2014/2021)
Score: 74

https://nunslaughter.bandcamp.com/album/angelic-dread

Endorphine - Godmind

BACK IN TIME: recensione gentilmente concessa da Nihil Zine
#PER CHI AMA: Thrash Metal
Si trattava di una nuova scoperta per la prolifica agenzia italiana Kick Agency. Gli Endorphine, con questa loro fatica intitolata 'Godmind', aggiungevano un nuovo tassello alla scena thrash melodica italiana anche se vi erano presenti “tocchi” ispirati al crossover (soprattutto per quanto riguarda la voce), che secondo me suonavano fuori luogo rispetto alle buone trovate che poi costituivano il fulcro dell’album. Ottime le chitarre, sia quella solista che la chitarra ritmica di Maddalena. Entrambe erano arrangiate molto bene e con la tecnica dei nostri non perdevano di potenza. La sezione ritmica reggeva bene questa potenza, sostenuta da una batteria che variava tra giochi più tecnici e velocità abbastanza sostenute, in pieno stile thrash metal. A completare il tutto, la voce: capace nell'essere cattiva, sebbene spesso si perdesse nelle melodie pulite, che come accennato prima, a mio avviso, rappresentavano l’unico punto debole di questo secondo MCD composto da tre tracce. Un discreto lavoro che vide un seguito, 'The Future Seed', prima dello scioglimento della band nel 2008.

(Self - 2002)
Voto: 65

https://www.metal-archives.com/bands/Endorphine

venerdì 12 aprile 2024

Naglfar - Cerecloth

#FOR FANS OF: Swedish Black, Dissection
This release is a re-visitation of the "old" Naglfar via the 'Vittra' release with a little fine-tuning. The guitars are similar like in the past tremolo picking and a slight reverb upon the production the vocals are similar as well just darker I'd say. They're screaming vox but darker and dreary. It sets the tone on how the album is going to be like, especially on the production quality.
 
I don't agree that this album averages a moderate "65" rating I believe that it's top-notch. It stole me right away, and I liked it immediately. Especially the doom if there entails. There really aren't an overabundance of lead guitar work, just some. It weaved into the tremolo picking of the rhythm guitar.

They really did well on here, I mean so eerie and desolate are the guitar riffs with vocals accompanying the riffs making it so depressing. They really upped their game in the melancholic department, as most of their work has done. I'd say it's more morbid than 'Harvest.' The melodies flow in the depths of hell.
 
If you key into the production/mixing/sound departments, you'll hear that they wanted this to sound ultimately grueling.
 
I'm not much into the lyrical conceptions, I just care about the vocals and the music. I feel they're at a really strong point and that they are at the pinnacle of their melodic black metal. They are pretty much experts on how to make such good recordings in this genre, and I feel that they were undercut on the ratings. They really are sending home a message that they're not letting up in their intensity. And the tremolo picking is superb. There's a lot of it on here, not too many bouts of slower tempos, most of it is fast, I'm a huge fan of this band and rightfully so because they keep putting out songs/albums that grasp the listener with their immense intensity. Don't pass this one up!
 
The eerie sense of this release is all there, and they definitely upped their underground vibe that you can feel totally throughout! Check it out and see! (Death8699)
 
(Century Media - 2020)
Score: 76
 

Sathanas - Psalm Satani

#FOR FANS OF: Black/Death
Only 30 minutes in length, but I feel like these guys put on some pretty great blackened metal. I love the vocals and the guitars. Paul indicated that the recording quality wasn't the greatest, but you can as sure as hell make out the riffs. No blast beats just underground metal galore.

Production wise, this album could've done better, but the guitars and the vocals made up for that! I like the fact that Paul's vocals are screams that fit well with the essence of this album. I really like this album, especially the riffs. Too bad, it's only a little over 30 minutes. It deserves a lengthier LP. But, nevertheless, it's better than quality music for this rare genre. It's really made metal to sound better than just unique. It's made it more experimental and creative. Each song is good to my standards. They put an effort into everything, especially in making this album flourish, even though there's a claim that they got somewhat screwed over by the label. But the next LP will be at Morrisound. So that's pretty exciting!

The music on here was in the vein of 'Necrohymns' but it has its own kick to it. Definitely looking forward to the new album, but for now it's this blaring through my speakers. It's a raw recording, again reminiscent of the past. Paul is the main contributor of the band as he's the driving force.

This band has their own sound, especially the blackened metal that they play. They have sort of weaved it into their own. I like how they display their talent throughout this recording and past recordings as well! The music on here is filled with progressive riffing and a unique style.

I've yet to find a way to get a physical copy of this album, preferably on Amazon or Hells Headbangers. But they're not stocking it. Best to download off bandcamp. Check this album out! It shan't disappoint! (Death8699)


lunedì 8 aprile 2024

Disinter - Designed By The Devil, Powered By The Dead

http://www.secret-face.com/
#FOR FANS OF: Grind/Death
These guys formed quite a bit ago, Native Chicagoans! I'm quite surprised that no one took a shot and reviewed this. The vocals sound like Adam via Cardiac Arrest (US). And the music is quite unique and technical as well. They hit home with me, I've found this platter to rip musically and aggressively. It's too bad that they dealt with a death in the band (Preston) RIP 2017. I've found nothing but good things to say about this band/album. It's just a little hard to find online. It isn't readily available on Amazon.com and there are different bands with changed names (Disinter). I can't fathom that it's been 10 years since this album was released!

Keeping the metal faith there on Disinter's end, they rip quick musically, and they're (I believe) five members making this release happen. I just so don't like to listen digitally without giving the band money to buy a CD. I would love to have this album as a part of my collection!

These guys are not only death metal, but their talent goes to show that it does still exist, and we hear here that talent belting out fast riffs mixed with upbeat but still underground vocals alongside burgeoning music that utterly is in command. There's so much going on with the vocals, music, and rhythm guitar sounds that perpetrate along with its unfathomably dark intricate metal. You can hear how much they unleash their musical display. Very talented musicians!

They have intricate groove and tenacious licks that simply catch you off guard. But yeah, the vocalist sounds like Adam Scott from Cardiac Arrest (US). If you've heard any of their music, you'll hear what I'm talking about. The other side of the vocals deals with screaming. The music is their own. I'm glad to be aware that metal is alive and well in Chicago. These guys rip it to pieces on the guitars, the production sound, varying vocals and undying spirit. They've owned Chicago since their birth in 1991. This band is the embodiment of terror, destruction, and songwriting.

I only took a little bit off because there were some slow parts but wholeheartedly uncompromising and intricate abomination! (Death8699)


Tank and Tears - Timewave

#PER CHI AMA: Gothic/Dark Wave
Tornano in pista i Tank and Tears, che dal 2017 si erano messi in pausa di ogni produzione musicale. Tornano in pista e mai definizione fu più appropriata, poiché dal precedente album, 'Aware', dove sfoderavano un post punk dalle forme ansiolitiche e dalle chitarre aggressive, si passa al dancefloor delle discoteche new wave/goth, con le chitarre che si rendono meno roboanti e più d'atmosfera, contornate e dirette da synth di stampo New Order e la forma compositiva tipica della band numero uno in questo ambito, i Clan of Xymox. Rincorrere ed emulare i sacri crismi e gli stilemi di tale genere, porta sicuramente a buoni frutti, e le nove tracce di 'Timewave' lo dimostrano, sebbene allo stesso tempo si denoti quanto il suono sia un vero e proprio derivato di quello che a suo tempo marcava le sperimentazioni degli Ultravox e dei The Dance Society, rendendolo unico, magico e indimenticabile, in un periodo storico a cavallo degli anni '80. L'album è quanto mai fedele nella ricostruzione storica e, avvalendosi di un'ottima produzione e un'ottima scorta di suoni vintage, riesce nell'intento di far ballare chi ancora oggi, adora quelle sonorità fredde e sintetiche. Prendete un goth club e fate ballare le sue oscure figure al suono di 'Timewave'; traccia dopo traccia avrete reso indimenticabile la loro serata. Canzoni mirate a colmare la nostalgia di un suono che in realtà non è mai caduto in disuso, che da decenni si rinvigorisce e rinasce dalle sue stesse ceneri, inglobando elettronica, dreamwave e visioni gotiche, in un incedere ritmico ipnotico, costantemente permeato da cupe atmosfere. Trovo superficiale dire quale sia il brano migliore, partendo dal fatto che i toscani Tank and Tears hanno creato un disco praticamente perfetto, per soli nostalgici del genere però, sebbene alla fine suoni moderno e studiato nei minimi particolari, per ricalcare maniacalmente i passi dei padri fondatori, con effetti e dinamiche del suono estremamente curate. "Galaxies" mi ha colpito particolarmente per la parentela eccelsa dei synth verso gli Ultravox più colti, circondati da chitarre che ricordano i The Cure più freddi, mentre "Vampire Bite" ha un sussulto più gotico e orientato anche all'universo esteso dei The Sisters of Mercy. Tuttavia, i paragoni non possono essere presi alla lettera in un genere dove le regole compositive rimangono comunque ferree e quanto proposto finisce per rimandare volutamente a un tutto già sentito. Rimane comunque stupefacente il grado di qualità, fluida e coinvolgente, sprigionata da quest'album che ha una omogeneità ammaliante che non mostra alcun segno di cedimento durante il suo ascolto. Ascolto che consiglio a tutti quelli che vogliono inoltrarsi nel mondo dell'elettrowave a tinte gotiche, o nella new wave di stampo ottantiano, per rendersi conto quanto la linea di suono della new wave sia poi proseguita dai monumentali 'Movement', 'Subsequent Pleasures' e 'Vienna' fino ai giorni nostri. (Bob Stoner)

(Swiss Dark Night - 2024)
Voto: 75

https://tanksandtears.bandcamp.com/album/timewave 

sabato 6 aprile 2024

In Autumn - What’s Done Is Done

#FOR FANS OF: Death/Doom
Founded in 2011, the Italian band In Autumn hasn’t been particularly prolific, as they have released only three albums in more than a decade of existence. Its line-up has been reasonably stable, although they have changed the lead singer a few times which is always a quite crucial element, so this might explain why they have taken more time to release new music. In any case, as I always say, it’s better to focus on quality instead of quantity as we can also see bands which release so much music that it can lead to some boredom.

Let’s focus on In Autumn’s new opus entitled 'What’s Done Is Done', which has been released by the well-established Italian label My Kingdom Music. In Autumn combines doom and post-metal sounds, which makes its music a bit more dynamic and varied than the typical doom metal band. Which doesn’t change is the expected melancholy and despair that the music breathes, a fact that it is not totally surprising as both genres, even being different, share this approach when music is created. Vocally, there is a mixture of slightly rasped aggressive vocals and a quite melancholic clean ones which are well-balanced in their use, being the most usual ones the aggressive ones, although the use varies depending on the song. The guitar tone has a greater influence of post-metal sounds, particularly when it sounds heavier, while the most melodic riffing has a clear classic doom metal approach. This is clearly noticeable in the album opener "What’s Done Is Done" where the band uses all the aforementioned resources. The most melodic riffs are especially welcome, as the sole use of post-metal style riffing may sound a bit repetitive for me. As always, balance is the key element, and this composition achieves its goal of using both sides in a very good way. "Inside My Soul" is one of those compositions where the different elements are used, succeeding with creating a great contrast between the different sections of the song. The first half has the most melancholic touch with those clean vocals and a calmer pace, while the second half brings back the more aggressive vocals and a good use of lead guitar melodies. This, combined with a faster pace, makes this song of the most enjoyable ones. Another highlight of the album is the track "The Illusion Of Reality". For sure, one of the heaviest ones. Here we can enjoy some of the most powerful riffs, use of the double bass and a headbanging inducing pace. I do also enjoy the combination of nice lead guitar melodies and the clean vocals in the chorus, which helps to make this song particularly addictive. The contrast between heaviness and melody is even clearer in the track "Block", which also has a quite vivid pace. As it has been the case in other compositions, heavier and calmer sections come abruptly one after the other, although this song is maybe the clearest example of this approach. The ups and downs in the intensity of the song achieves to get the attention of the listener from the very beginning to the end.

At the end, 'What’s Done Is Done' is for sure a quite entertaining piece of work. Its mixture of doom and post metal gives to the album a more varied touch and helps to create quite enjoyable tracks. The solid performance makes this work a good dose for those who enjoy this mixture of genres, although it doesn’t bring anything new on the table. (Alain González Artola)


Cannibal Corpse - Chaos Horrific

#FOR FANS OF: Brutal Death
This album is a step-up from 'Violence Unimagined.' They seem to have more solid riffs, as Cannibal has taken another 5-piece band with one of the top releases for 2023 in my view. They deserved it! Everything seemed to be right on here, with no ounce of anything mediocre.

I think Rutan made more of a difference on here as well. He and Rob make a good combination on guitars. More wicked leads and rhythms on here! The songs are way tighter and this is my favorite release from Corpsegrinder ever since he started with the band replacing Chris Barnes. He's got way more range than Barnes ever had for Cannibal Corpse. The great thing about this release as well is that it's got a lot of variations with the songs. Even though they were more in B-flat tuning to get that chunky sound, it sounds great. All the tracks were good! I listened to the sample before I downloaded this and then bought the CD. I'm so glad I did!

This is one of the top 3 Cannibal albums I'd choose in their entire discography. The others would be 'Red Before Black', 'Torture' and 'Butchered At Birth.' This new one is going to get plenty of air time for me, especially sharing this information to readers to assure them that this is the band's monument ever since some of their previous work that is worth mentioning.

The mixing was top-notch to feature the guitars well in synch with the vocals. The only thing that I didn't hear a lot were Corpsegrinder's screams, they're mainly guttural. However, it suited the music!

If you want to know one top album from 2023 this LP hits the pinnacle for the band! Everything on here is killer! The production quality especially since they've been on Metal Blade is great. I don't see any signs of them slowing down! Loving this whole release! (Death8699)


(Metal Blade - 2023)
Score: 75

http://www.cannibalcorpse.net/

mercoledì 3 aprile 2024

Lato - Karisma

#PER CHI AMA: Indie Psych Rock
Onde d’acqua circostanziale. È "Soul of Blood". Un suono che si trasforma in concentrici cerchi vitali. Ed è improvviso quanto imperante l’incipit dell’album, con quel graffio di elettricità strumentale a breve trasformata in una risacca cantata. Se amate l’acqua pura e i suoi abissi incantati, addentratevi in questo mare apparentemente calmo. Questa prima song dei milanesi Lato parte con la sinuosità dell’acqua che preda sia l’ascolto che l’empatia distorsionale del cantato. Muoviamoci poi verso "Certainty and Disenchantment", secondo pezzo incluso in questo 'Karisma' (che dovrebbe essere anche il secondo disco per la band italica). Stride l’esordio del brano. Picchia forte. Graffia gole arse. E poi inizia quel cantato che scalda improvvisamente. Direi una versione futurista di Jonny Cash, ma senza le tipiche inflessioni country. Il pop si mescola in una disillusione dell’attesa. Funziona bene. Anzi molto bene. E mi ritrovo trepidante. La terza traccia sarà diffratta dalle precedenti? A voi "Millions of Us", che non risparmia l’usura delle corde metalliche in un riff piuttosto accattivante, reiterato, ricco di mordente. Il fondo del brano è sempre mosso, come sballato sistematicamente da sonorità etnico percussionali, morbide. Entra il pop della voce, ma anche quello che credo sia uno stralunato sax. Non posso fare a meno di sentire rimembranze anni '90. Per una attimo sono tornata agli U2 e alla loro "Achtung Baby", ma ne siamo comunque lontani. Approvato il presente nel passato. Ma veniamo al momento oscuro del disco con "Stars Spangling". Un treno d’altri tempi sbuffa ritmicamente. E poi arriva alla stazione dolcemente. Il brano dondola in una bolla di zucchero. La voce accarezza lasciando piccole ferite tra pelle e anima. Il ritornello vorrebbe spaziare, ma accompagna. In quattro parole. Una song piacevolmente sospirante. Spezziamo la malinconica dolcezza con "Triangular". Si, perché questa song è distratta, ipnotica, e dal taglio alternativo. Posso farvela immaginare come una danza sinuosa, a tratti spinta, ma mossa da abbandono e utopia. Una traccia per dimenticarsi di se stessi, ascoltandola e riascoltandola. Elettronica, strusciante, digitale. Parte la robotica "Hole in My Head". Solo il cantato ci fa aggrappare alla realtà, mentre la base ritmica potrebbe collegarci a un gioco della Playstation. Ascoltiamo poi la robusta "Diamonds". Torna un indie pop, spaccato a metà strada tra gli Oasis e quel post punk da pub underground londinese, ove ballare e isolarsi dalla realtà, e null'altro. Arriviamo al penultimo pezzo con "Deep". La traccia parte da lontano con una lunga e tiepida carezza, e prosegue in pallide nuvole senza pioggia. È cupa, eppure non porta pioggia. È vento, eppure le foglie sono immobili. È malinconicamente emozionante eppure invisibile in un sospiro in cui la si può solo sentire, ma non vedere. Un climax emozionale in cui è la voce a guidarci nel buio. Chiudiamo l’ascolto di 'Karisma' con "Dancing with Decadence". Armonica e la voce suadente del frontman. Nostalgia e consapevolezza. Stile e coraggio. Avvolgente e caratterizzante questo album. Un incontro di suoni e voci che spezzano, accarezzano, avvolgono, sfiorano, giocano con noi. (Silvia Comencini)

martedì 2 aprile 2024

Deceased - Ghostly White

#FOR FANS OF: Death/Thrash
The last album with Dave "Scarface" Castillo, who drowned in El Salvador in 2018. It's too bad, this band has been in great progression with each upcoming release. I just happened to get a copy of this CD and 'Surreal Overdose.' This one isn't extreme death metal, it's milder with great riffs. The vocals are powerful and the production quality was solid. I think highly of this release! I feel like they have some riffs that are unique and exceptionally original. The vocals on here are hoarse and have a low-end growl to them. The music is non-duplicated by any of their others. They pretty sound different with each succeeding platter. The voice goes pretty well with the music.

The thing about the music is that they have tempos slow, medium, and up-to-fast shred. The leads were well done, and I feel like they really put their heart and soul into this recording. The music and vocals are what stole it for me. That's the reason for the "75" rating.

I only own two releases by this band, 'Ghostly White' and their previous 'Surreal Overdose.' I like both, but the former more so because I feel that the music is better on here than their predecessor. It's filled with catchiness and thickness in the riff category. I originally didn't think very highly of these albums, but my outlook has changed after multiple hearings. The vocals just go along-side the musical kingdom of originality in the sounds. Too bad about their drummer. And I'm curious to hear their latest release out this year, entitled 'Children of the Morgue.' This new one might even be better than this one, I'm not sure yet. We'll have to play the waiting game.

Five members in this band, one gone, but it doesn't take away from the magic of this release. I think that the music and vocals are what caught my attention the most. These guys have been going strong for years making quality death/thrash/heavy metal. Quite a mix of genres!

I like how they were able to piece things together in these genres, which is why they caught me a little by surprise. The music (being a guitar player myself) was the highlight to me. But they were able to lump those genres together, making it a win-win situation and never boring.

I like this band a lot and am going to be a long time fan because they were able to make their music unique and listenable. The vocals, the riffs, the leads, and the drums all were exquisitely composed. These guys are hopefully going to be around for many more years! If you don't believe me, just take a listen yourself and see what I'm talking about! (Death8699)


(Hells Headbangers Records - 2018)
Score: 75

https://the-true-deceased.bandcamp.com/album/ghostly-white

Lilla Veneda - Primordial Movements

#PER CHI AMA: Black/Death
Li avevamo conosciuti in occasione del loro secondo album omonimo. Ora, i polacchi Lilla Veneda tornano a distanza di sei anni da quel lavoro, con questo nuovo autoprodotto 'Primordial Movements', incentrato sul dibattito tra scienza, arte e filosofia. La proposta musicale del trio di Wrocław continua a percorrere la strada del black/death, arricchita però da una certa verve grooveggiante che rende il disco di più facile assimilazione. Questo è testimoniato fin da subito, dall'opener "Fury Dimension", che ci scarica addosso una sassaiola di riff, smorzata in realtà, da una ritmica sincopata che mi ha evocato i Septicflesh di 'Communion'. Interessanti non c'è che dire, sebbene un genere verosimilmente iper-inflazionato come potrebbe essere quello proposto dai nostri. Tuttavia, durante l'ascolto delle nove tracce qui incluse, non si correrà certo il rischio di annoiarsi o peggio, appisolarsi, visto che l'act polacco, ci terrà costantemente sulla corda con un sound intenso, a tratti debordante, ma comunque sempre caratterizzato da break all'insegna del groove, come certificato anche in più parti, dalla seconda "Sleeping Knight's Sky", che alterna bordate blast-beat con rallentamenti più atmosferici o melodici. Non mi dispiacciono affatto i Lilla Veneda, nonostante alla fine mi ritrovi di fronte alla classica scoperta dell'acqua calda. Ma alla band non frega assolutamente un piffero delle opinioni altrui e proseguono a macinare riff tonanti e iper-tecnici ("Biomechanic Algorithm"), con l'eclettica prova vocale (tra growl e scream) di Virian (che abbiamo incontrato anche nei Voidfire) a prendersi la scena, mentre l'incedere qui sembra valicare anche i limiti del post black, sfociando poi in una parte acustica da applausi, prima di un finale esplosivo. E allora mi sembra di scorgere una certa voglia di osare, ben venga quindi. Anche laddove la band prova a imbastire ritmiche dapprima più compassate ("Iron-Black Pestilence") per poi evolvere in parti più forzate, isteriche e per concludere, con frammenti quasi avanguardistici, segno che alla band non piace giacere sugli allori ma in realtà, sembrano amare le sperimentazioni, per quanto siano ancora a livelli basici. Ma il margine di manovra c'è e sembrerebbe pure ampio, per permettere in futuro di sentirne delle belle. Anche perchè, proseguendo nell'ascolto di 'Primordial Movements', ci sarà modo di scorgere le robuste e martellanti melodie di "Scratched Crown", la magniloquente potenza di "Colossi" che mostra qualche punto di contatto con i nostrani Fleshgod Apocalypse, o ancora la ruvidezza scandinava di "Immortal Vision of Chaos", che si muove tra thrash e death metal, e che riserverà anche qualche sorpresa a livello vocale. Insomma, avrete capito che i Lilla Veneda vanno presi seriamente, anche quando nella title track si abbandonano a suoni decisamente più sperimentali (quasi industriali), sulla scia dei francesi CROWN. E non posso che applaudire per il coraggio che a inizio del mio percorso d'ascolto, non avevo minimamente intuito. In chiusura, l'ultima chicca, "Pytasz Co W Moim Życiu", un brano mid tempo tra atmosfere dark, melodie soffuse e voci spettrali, che la rendono il degno epilogo a un disco che rischiava anzi tempo, di essere bollato come bollito. Bravi. (Francesco Scarci)

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mercoledì 27 marzo 2024

Funebris - Triumph of the Everlasting Fire

BACK IN TIME: recensione gentilmente concessa da Nihil Zine
#PER CHI AMA: Black/Death
Ancora Germania, questa volta per recensire i Funebris. Giunti all'esordio dopo un paio di demo e un 7", usciti tutti nell'arco di tre anni. I demo promettevano bene, ma poi la strada scelta è stata un'altra. Hanno cambiato il loro stile degli esordi avvicinandosi molto di più a qualcosa di simile agli Immortal. Io non li etichetterei tuttavia come band black metal, pur rimanendo ai limiti del genere. Con questo 'Triumph of the Everlasting Fire', le venature death metal sono diventate infatti molto più marcate; convincenti però fino a un certo punto. Presentati come band black metal, ascoltando il cd fino in fondo vi accorgerete anche voi che il black è rimasto sui demotape della band, che ora suona tutt' altra cosa. Il che non vuol dire che questo cd sia brutto anzi, permette di ascoltare una band con buone idee, visto che le nove tracce sono un bombardamento continuo, con un muro di chitarre che fuoriesce dalle casse dello stereo e finirà per schiacciarvi a terra... però ecco, mi aspettavo altro, che non è mai più arrivato, visto lo scioglimento dei bavaresi nel 2002.

(Last Episode - 2001)
Voto: 65

https://www.metal-archives.com/bands/Funebris

domenica 24 marzo 2024

Everdying - Dimensions of Mortal Frailty

#FOR FANS OF: Death/Black
What a killer release by Johnny Dove's one-man-band, featuring some guest musicians as well! This album is balls out intensity fury with the screaming vocals that transition to death metal bellows. This LP I ended up getting because I checked it out first, and it definitely was appealing. Not too many releases in their discography... but the albums that have been released seemed to make par. I think the guitars are a bit complex, distortion everywhere, though some clean guitar was featured briefly on a few tracks. Hard to play favorites song-wise, I thought what a valiant effort coming out of Johnny's intricate influences that reflect his melodic death/black metal genres from Chicago!

This whole album was interesting, what's come out sounding like such aggression with that key In Flames sort of power from say 'The Jester Race' and weaved into his own making. I like the vocal trade-offs on songs. Definitely makes it a more killer output.

The mixing was decent even though it was an independent label. For the first few listens, it was muddy to me until I listened more closely to everything this computer was able to play, even though it was Spotify that I played it on and CD that I purchased on Johnny's bandcamp page.

I like how there are some tracks which reflect that absolute distinction from melodic death to black metal. I don't have the lyrics, so I've not connected to this album on that level, just the overall vibe from it. This guy spent a lot of time constructing, a lot of what he brought to the plate on here. It's taken a lot of time to get this follow-up from their previous release, 'Within the Recesses.' More than six years have passed since that one was out. Not much feedback about it, I'm guessing it's similar in influences. But I like then fact that he weaves the influences into his own. Definitely worth checking out, definitely show support for the scene and Johnny as a thriving musician that has a wealth of creativity.

To keep the scene active and supporting this band is something to do because he's amassed a monument here. You won't regret it!  (Death8699)
 
(Self - 2024)
Score: 78