![]() |
#PER CHI AMA: Alternative/Avantgarde |
Prosegue il percorso alquanto accattivante intrapreso dagli svizzero-statunitensi Zeal & Ardor, che giunge al traguardo del quarto album, il qui presente 'Greif'. L'audacia di Manuel Gagneux, leader della band, si conferma sin dalle prime battute con dei pezzi solidi, orecchiabili, originali e che vanno a consolidare la reputazione dei nostri come pionieri del crossover tra metal, blues e gospel. "Fend You Off" è subito una bomba, con le chitarre che s'intrecciano con percussioni evocative e le spettacolari melodie vocali del frontman, che si esibisce sin da subito, con un'eccellente performance, soprattutto nel ritornello azzeccatissimo del brano. "Kilonova" parte da quello che sembra essere il battito di un cuore per poi continuare su una ritmica tribale oscura e ipnotica. "Are You The Only One Now?" sembra uno di quei brani intimistici dei Radiohead che però va in crescendo a sfociare territori più estremi, ma comunque sempre molto melodici. "Go Home My Friend", al pari di "369", è il classico brano gospel di scuola Zeal & Ardor che abbiamo imparato ad apprezzare sin dal primo straordinario 'Devil is Fine'. Con "Clawing Out" ci muoviamo nei paraggi di band come i francesi CROWN, coniugando il metal con elettronica industriale. Qua e là troviamo anche pezzi che rappresentano un po' una novità per la band: penso alla cantautorale "To my Ilk" o a "Thrill" che chiama in causa addirittura gli ultimi Muse, palesando quindi una eterogeneità di fondo in questo lavoro più spiccata che nei precedenti album, spalancando le porte quindi a nuove frotte di fan. Insomma, "Greif" è un'opera che non solo soddisfa le aspettative degli storici fan degli Zeal & Ardor, ma probabilmente le supera ampiamente. Con la sua combinazione di sonorità robuste, testi evocativi e una produzione impeccabile, quest'album dimostra come gli Zeal & Ardor possano essere una forza innovativa nel panorama musicale alternativo, offrendo un'esperienza sonora che invita all'ascolto attento e alla riflessione profonda. (Francesco Scarci)
(Self - 2024)
Voto: 77