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| #PER CHI AMA: Epic/Black/Death |
Nera, imprevedibile ed eclettica: è la nuova pelle dei norvegesi Paradogmata. Con l'EP 'Necrosian Tastings', la formazione di Trondheim inaugura una nuova era. Merito degli innesti alla chitarra di Øystein Granamo Iversen (ex The Embraced) e alla batteria di Kim Sætre (ex Ad Inferos), che affiancano gli altri membri della band in un lotto di brani pensato come aperitivo in vista del full-length atteso per il 2027. Ad aprire le danze ci pensa "Kråkevisa (Kneippversjon)", spiazzante rilettura di un celebre brano popolare norvegese. La band lo spoglia del suo abito folk e lo getta tra le fiamme di un black metal nordico ruvido e affilato, guidato da ritmiche serrate e da uno screaming lacerante. Il primo pensiero mi ha portato direttamente ai Windir. Epico, oserei dire. La successiva "Leave the Crippled Behind" non spariglia certo le carte: qui accanto al black, c'è una puntina di melo-death spruzzato da un thrash più tirato, interrotti solo da un'atmosferica parentesi centrale. Con "Maladieu", il quintetto ci avvolge con uno spaventoso muro chitarristico che non rinuncia a giri melodici e a growling oscuri. A chiudere arriva la seconda anima di "Kråkevisa (Folkesangversjon)": un ribaltamento totale dell'opener, dove l'aggressività cede il passo ad atmosfere evocative, impreziosite dal violino e dall'Hardanger fiddle dell'ospite Ingvild "Sareeta" Strønen Johannesen. Insomma, alla fine uno spritz, patatine e olive, e il nuovo EP dei Paradogmata è servito. (Francesco Scarci)
(Hymns for the End of Times - 2026)
Voto: 68






















