Visualizzazione post con etichetta Miasmes. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Miasmes. Mostra tutti i post

martedì 8 settembre 2026

Miasmes - Violence, Blasphème et Pourriture

#PER CHI AMA: Black/Crust/Punk
Se speravate che i Miasmes fossero spariti dalla circolazione, ho una brutta notizia per voi: il trio di Vierzon sta per vomitare sul mercato 'Violence, Blasphème et Pourriture', tramite la Les Acteurs de l’Ombre, un secondo album che fa esattamente ciò che promette il titolo, sputando in faccia alla decenza con una scarica di odio, blasfemia e lordura sonica. Il riferimento è la solita scuola marcia d'Oltralpe, un frullato deviato che tiene insieme l'impatto becero di Impaled Nazarene e Darkthrone con la rozzezza stradaiola di Motörhead, Midnight e Toxic Holocaust. Schiacciare play significa farsi investire da una gogna di violenza cieca e gratuita dove non ci sono fronzoli o finezze, ma solo distorsioni arrugginite, un basso che martella ritmiche punk e rock'n'roll da taverna, una batteria che oscilla tra il blast-beat più becero e spietato, e uno screaming saturo di veleno che trasuda disprezzo per il genere umano. La recensione si potrebbe tranquillamente fermare al primo pezzo, perché il disco è una mazzata monotona e monocorde che picchia sempre nello stesso punto. L'opener "Déchéance" dà il via al massacro con un suono sporco e chitarre che tagliano come cocci di bottiglia, mentre la successiva "Écorché" spinge ancora di più sull'acceleratore, fondendo l'ostilità del black metal primordiale con la furia sguaiata del crust punk, senza concedere pause. Con "Nihil" si viaggia sui binari di tributo agli Impaled Nazarene, almeno finché la traccia non rallenta a metà corsa per sprofondare in una palude di riff oscuri, cadenze oppressive e desolazione pura. "Possédé" apre invece con un giro di basso sfrontato per poi trasformarsi in un pezzo ignorante d'ispirazione motörheadiana, sorretto da un groove rock'n'roll sporco e senza freni. Vi citerei ancora la velocissima "Vomi", un vero e proprio attacco all'arma bianca fatto di stacchi feroci, vocals sgozzate e una sezione ritmica devastante che tira dritto come un treno merci. A coronare il tutto arriva in chiusura la cover di "In the Name of Tragedy" dei Motörhead, che rilegge il classico dei maestri inglesi con la solita carica di blasfemia, marce distorsioni e irrispettosa violenza. Roba per tutti? Ma figuriamoci. 'Violence, Blasphème et Pourriture' è un abominio sonoro indigesto per chiunque cerchi melodia, tecnica o un briciolo di varietà: è un disco viscerale, grezzo e deliberatamente sgradevole, destinato esclusivamente a chi si nutre di crust, punk e black 'n' roll da bassifondi, mentre tutti gli altri faranno bene a starne sapientemente alla larga. (Francesco Scarci)

(Les Acteurs de l'Ombre Productions - 2026)
Voto: 65

sabato 1 luglio 2023

Miasmes - Répugnance

#PER CHI AMA: Black/Death
Li avevo recensiti poco meno di un anno fa in occasione del loro EP di debutto, 'Vermines'. Tornano oggi i francesi Miasmes, questa volta con Lp d'esordio, 'Répugnance'. Lo stile black old school mi sembra trovare ampie conferme anche in questa nuova release, che sembra non far sconti a nessuno in fatto di brutalità. Nove i pezzi a disposizione per sancire la ferocia di questo terzetto transalpino che, fin dall'iniziale "Délivrance", fa della violenza il proprio pamphlet con un sound davvero malvagio e incazzato. Echi di Impaled Nazarene sembrano confluire nell'impasto sonoro dei nostri con un concentrato granitico di black, death e punk. Ecco, queste poche righe basterebbero a descrivere il contenuto di questa release, che di certo non sprizza originalità dai suoi pori, ma che poi in realtà mostra come per fare un bel bordello, sia necessario anche avere gli attributi, le idee, e le competenze. Ebbene, i Miasmes non si tirano certo indietro, macinano vittime lungo il proprio cammino con armi convenzionali, dal basso assassino di "Prophétie" che ben va a braccetto con il caustico screaming di G. E poi ancora "Calvaire" e le sue ritmiche tanto devastanti quanto sghembe, e quelle sue chitarre che potrebbero evocare anche i Mayhem, con quel rifferama più vicino ad una sega circolare che al suono della sei corde. Non male poi l'assolo selvaggio che chiude il pezzo che ci introduce immediatamente ad un'altra song di violenza inaudita, "Peste". Se pensate di trovare melodie ruffiane, parti orchestrali, break atmosferici o quant'altro, beh potete pure scordarvelo, qui non passa lo straniero, diceva qualcuno. E siamo solo a metà strada. Il massacro infatti continua "Répulsion", una song che per lo meno, nel suo incipit mostra un approccio più mid-tempo, cosa che non si può altrettanto dire di "Malemort" e "Aversion", un altro paio di brani che ci rifilano un uno-due tra mandibola e stomaco, lavorandoci poi ai fianchi, con precisione chirurgica la prima, e dirompenza punk hardcore la seconda. Siamo quasi agli sgoccioli e mancano le ultime due song, la deflagrante "Destructeurs" (con cui però inizio a percepire i primi segni di stanchezza dall'ascolto della release) e la conclusiva "Pestilence", il pezzo più lungo del lotto, che condensa verosimilmente quanto ascoltato nei precedenti 36 minuti con ritmiche serrate di scuola Mayhem unite a quell'attitudine degli Impaled Nazarene. Alla fine 'Répugnance' è un album onesto di suoni vecchia scuola che piacerà però esclusivamente agli amanti di tali sonorità e pochissimi altri. (Francesco Scarci)

(Ladlo Productions - 2023)
Voto: 70

https://ladlo.bandcamp.com/album/r-pugnance

giovedì 8 settembre 2022

Miasmes - Vermines

#PER CHI AMA: Black Old School
Ecco una nuova creatura proveniente dalla Francia: si tratta dei Miasmes (nuovo mostro di Krig, ex membro dei Seth) e del loro black old school che richiama quello scandinavo di metà anni ’90, sia a livello di suoni che di proposta vera e propria. Cinque le tracce a disposizione dell’ensemble transalpino per dimostrare di quale pasta malvagia siano fatti. Parlavo inizialmente di black old style e questo fondamentalmente è quello che sento quando nel mio lettore irrompe la battagliera “Apostasie”, un brano velenoso che ci riporta appunto là dove tutto ebbe inizio con un sound minimalista, che fonde nelle sue devastanti ritmiche e nei suoi efferati screaming, estremismi sonori con influenze di derivazione punk (soprattutto nelle linee di basso). Scordatevi quindi ogni deriva sperimentale tipica della scena francese e immergetevi in un bagno di zolfo e cenere, lasciandovi investire dalla furia primordiale delle successive “Pestilence” e della più mid-tempo oriented “Desolation”, due brani che non fanno che confermare la natura estremamente aggressiva di questo trio, che saprà mostrarvi anche un lato leggermente meno crudele nelle rimanenti “Furies” (di nome e di fatto aggiungerei io) e “Vermine”, gli ultimi due capitoli di un disco all’insegna di un black metal nudo e crudo, scevro quasi del tutto di ogni componente melodica, destinata a non fare alcun prigioniero. (Francesco Scarci)

(LADLO Productions - 2022)
Voto: 65

https://ladlo.bandcamp.com/album/vermines