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domenica 6 settembre 2026

Okay You Win - End of Days

#PER CHI AMA: Desert Rock
I londinesi Okay You Win, al debutto sulla lunga distanza dopo l'uscita del disco dal vivo nel 2023, 'Live from the Pit', si muovono agevolmente in quelle che possiamo definire le frontiere psichedeliche dello stoner rock, lande dove il combo britannico stende la sua trama rumorosa, tra echi di Kal-El e Kayleth, mostrando interesse in deserti caldi e polverosi, ma soprattutto verso le atmosfere sconosciute di infinite galassie cosmiche e viaggi in terre aliene ed allucinogene. Il suono è ben bilanciato e incline ad una forma più europea dello stoner, e in certi punti si percepisce anche una certa vicinanza con alcune scelte compositive dei mai dimenticati 35007, quelli della prima ora per intenderci. Il classico parametro di resa per una band del genere è soddisfatto sotto tutti i profili, il sound è rumoroso ma cristallino, capitanato da una voce carismatica, ipnotica e liquida. I muscoli tra le note si sentono, anche se prevale sempre quel senso di dissoluzione cosmica che fa apparire i brani e la band provenienti da una stratosfera estranea alle coordinate terrestri. È con questa attitudine che una canzone come "Beat Me Down", con un basso distorto dal richiamo eterno nello stile della celebre "Roadhouse Blues", e uno start vocale che è a metà strada tra Ian Astbury e l'intramontabile Ozzy, mette a nudo il loro suono in una lunga corsa dai chiaroscuri ritmici che si alternano tra divagazioni doom e allucinate cavalcate lisergiche, sulla scia dei Cloud Catcher. Gli Okay You Win calano l'asso con "The Greatest Lie", dove i suoni si fluidificano e si dilatano ulteriormente per una litania esplosiva alla ricerca del mantra perfetto, classica, potente e illuminata song dal passo lento e liturgico con un'apertura molto interessante, ricavata dagli ascolti ripetuti di Orange Goblin e se vogliamo anche dalle intuizioni hard del buon vecchio Glenn Hughes. Una nota di merito particolare devo spenderla per la performance vocale di "This Damned Place", che risulta molto ispirata, cupa ed evocativa, carica di vortici oscuri e spettri neri, un brano lungo e variegato sulla via del doom che mi colpisce in modo particolare per la sua profondità emozionale. Il disco ha molte sfaccettature e anche l'ipervelocità di "Red Flag", che rispolvera i fasti migliori dei Soundgarden più selvaggi, vi farà saltare sulla sedia mostrando le capacità di musicisti dalle eccellenti qualità tecniche. Gli Okay You Win sono una band che sa esattamente cosa fare e come farlo, che si inserisce in un genere preciso, per rinvigorirlo e rigenerarlo, senza la pretesa di poterlo reinventare, suonandolo con passione e devozione per ricordare quanto l'heavy psichedelia non sia una moda passeggera ma un credo ferreo. 'End of Days' è un disco bello intrigante, tutto da gustare ad alto volume fino alla conclusiva "Own It", splendida e lunghissima deflagrazione cosmica cantata e suonata in maniera a dir poco perfetta! L'ascolto di questo disco è d'obbligo! (Bob Stoner)

(Blues Funeral Recordings - 2026)
Voto: 70