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sabato 12 settembre 2026

Conduit - The World Turns in Sleep

#PER CHI AMA: Death/Black
Se cercate la classica struttura strofa-ritornello da canticchiare sotto la doccia, girate subito al largo: 'The World Turns in Sleep', EP di debutto del progetto portoghese Conduit, è un buco nero fatto di angosce cosmiche, dissonanze spietate e claustrofobia sonica. Dietro questa macchina da incubo si cela la figura di Nuno Verdades (già negli Ethereal Wound), affiancato alle pelli dal chirurgico Sathrath, per dar vita a un mostro sonoro a due teste che fa incontrare il black più malato con il death abissale, tirando in ballo l'estremismo contorto e distorto dei Portal e degli Altarage, affogato però nelle atmosfere gelide e opprimenti della scena islandese. La differenza la fa poi una produzione che evita il trappolone del muro di rumore inascoltabile, sfoggiando chitarre acide impregnate di un mefitico riverbero, un basso che sposta gli organi interni e una voce che vomita ruggiti cavernosi, declamati mefistofelici e urla da manicomio, per supportare un concept basato sull'alienazione esistenziale e sulle paranoie della mente. L'esperienza parte con i quarantasei disturbanti secondi della title track, un collage di frequenze ed elementi elettronici che funzionano come uno sbalzo termico per impostare subito il livello di tensione, per poi schiantarsi contro "The Old House (Apertures)", un pezzo impregnato di violenza pura dove blast-beat spietati e chitarre acuminate si alternano a rallentamenti improvvisi, catacombali, pensati solo per prolungare l'agonia, con la voce di Nuno a farci da Caronte verso l'inferno. Con "Resonance Mantra" il focus vira verso una trama ritmica, se vogliamo, ancor più contorta, in cui le percussioni s'intrecciano a vibrazioni spaziali ed alienanti, spianando la strada per la mazzata finale affidata a "Conduit to a Threshold". Si tratta di un altro episodio malmostoso, in cui dissonanze death e black di scuola Deathspell Omega, assieme a intriganti derive melodiche, alla fine peseranno come colate di piombo, con lo screaming nefasto della guest S.R. (compagno di Nuno negli Ethereal Wound) ad accompagnare l'ascoltatore dritto sul fondo del precipizio. 'The World Turns in Sleep' è un biglietto da visita spaventoso, maturo, ideale per ricordarci quanto possa essere affascinante e al contempo devastante, guardare dritti dentro l'abisso. (Francesco Scarci)

(Self - 2026)
Voto: 75