giovedì 27 agosto 2026

Conflux - In the Wake of Saturn

#PER CHI AMA: Death/Math
Sulla carta, il debutto dei Conflux aveva tutte le credenziali per essere un colpo maestro. Riuniti Chase Fraser e Tommy McKinnon con un manipolo di veterani della scena estrema (gente passata da Decrepit Birth, Augury e Derelict) e aggiunta una manciata di ospiti, il piatto servito è un techno death di chiara ispirazione anni '90. Il risultato finale di 'In the Wake of Saturn', tuttavia, lascia un sapore amaro: l'ennesima dimostrazione di forza muscolare e virtuosismo che rischia di trasformarsi in una sterile prova di tecnica. Se non fosse per le linee di chitarra solista, autentico faro nella notte e ancora di salvezza del disco, l'esito complessivo farebbe fatica a emergere dal calderone dei soliti esercizi di stile. La produzione è nitida e tridimensionale, la batteria di McKinnon viaggia a frequenze chirurgiche e la girandola di voci prova a dare varietà a un concept incentrato su rinascita, paura e superamento del desiderio terreno. Eppure, il senso di già sentito è costantemente dietro l'angolo. La scaletta non fa che evidenziare questo limite, costantemente bilanciato (e salvato) dagli assoli e dai ricami chitarristici. "The Antidote" parte con il pilota automatico tra blast beat travolgenti, riff spietati e i soliti cambi di tempo fulminei che vorrebbero creare tensione, ma finiscono per risultare accademici. "Devoid of True Form" ed "Ethereal Executioner" insistono su ritmiche sparate a mille dalle influenze quasi mathcore, con una progressione che appare prevedibile, riscattata solo da stacchi solisti di pregevole fattura. Potrei fare un copia-incolla per i pezzi successivi e il risultato non cambierebbe: proprio per questo non comprendo come la critica ne abbia lodato la precisione chirurgica. Per me 'In the Wake of Saturn' rimane un lavoro che fatica a trovare un'anima vera e propria. Un ascolto che potrà certo stuzzicare i fanatici del techno death più spinto, ma che, in tutta franchezza, non ha smosso i miei sensi nemmeno per un secondo. (Francesco Scarci)

(Self - 2026)
Voto: 60