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| #PER CHI AMA: Depressive Black/Doom |
Prendere dei classici del folk, dell'hard rock o dell'alternative e sottoporli a un processo di lenta decomposizione è un'operazione perversa, ma è esattamente ciò che hanno fatto i belgi A Thousand Suffering in 'Valley of a Sun'. Il quartetto di Anversa firma un EP di cover che si trasforma in un vero e proprio rituale di autolesionismo sonoro, in cui la materia originale viene completamente prosciugata di ogni forma di vita e riplasmata secondo i canoni più plumbei, malati e soffocanti del depressive black doom. Le influenze di Shining, Urfaust e dei primissimi Forgotten Tomb, non sono un semplice richiamo, ma una condanna a morte: chitarre affogate nella distorsione, batterie che battono il tempo come un'esecuzione capitale e un cantato che alterna screaming disperati a growl cavernosi, pronti a trascinare l'ascoltatore nel buio pesto. Il massacro parte con "De Zotte Morgen", pezzo della tradizione cantautorale folk di Zjef Vanuytsel: il calore acustico dell'originale viene completamente cancellato, lasciando il posto a cinque lunghi minuti di marcia funebre e arpeggi maledetti in lingua madre che sembrano usciti direttamente dalla mente distorta di Kvarforth. Si passa poi agli oltre nove minuti di "Halo Of Flies", dove l'ossatura hard rock di Alice Cooper viene smontata pezzo per pezzo e ricomposta all'interno di un labirinto claustrofobico di riff pesantissimi, bruschi rallentamenti e improvvise folate di gelo metallico. L'oltraggio prosegue con "Jailbreak" dei Thin Lizzy: l'adrenalina stradale e scanzonata dei rocker irlandesi viene brutalmente sedata, ridotta a un groove catramoso e vischioso guidato da un basso sordo e da chitarre che sputano veleno. A mettere la parola fine a questo calvario ci pensa la reinterpretazione di "Stories" dei Therapy?, che cancella ogni residuo di alternative rock per trasformarsi in oltre sei minuti di angoscia pulsante, martellante, un depressive black che priva della minima luce in fondo al tunnel. 'Valley of a Sun' non è un semplice omaggio, ma un atto di profanazione riuscito alla perfezione. Un esperimento nerissimo e malato, caldamente raccomandato a chiunque cerchi nel depressive black metal non una semplice distrazione, ma un'autentica immersione nel nichilismo più puro. (Francesco Scarci)
(Self - 2026)
Voto: 70
