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giovedì 17 settembre 2026

Northern Subs - Night Creatures

#PER CHI AMA: Occult Progressive Rock
Dalle nebbie recondite della Tasmania emerge un'evocazione che non chiede il permesso per strisciare nell'inconscio: 'Night Creatures', il nuovo parto sonoro targato Northern Subs e sguinzagliato via Nosferatunes. La formazione australiana manda a benedire le definizioni stantie, forgiando un calderone allucinato e lisergico in cui l'occult rock più oscuro, si sposa a una profonda anima progressiva, dove il doom d'annata viene contaminato da deviazioni palesemente esoteriche, cadenze allucinogene e quelle pulsioni warlock-core nate per accompagnare sabba notturni. La produzione evita la trappola del patinato moderno e sceglie un approccio ruvido ma sapientemente bilanciato con chitarre che passano da colate di piombo e acido a fraseggi sognanti, sorrette da una sezione ritmica cangiante e da una voce teatrale, declamata ed emessa come una litania di maledizioni da un altare sconsacrato per raccontare storie di stregoneria, visioni notturne e declino spirituale. Il viaggio alchemico si apre con i quasi dieci minuti della maestosa suite "Doom Katrina", dove il doom si fa plumbeo ma rifiuta la staticità aprendosi a volute progressive, arpeggi ipnotici e fiammate di chitarre sature che impostano una tensione strisciante, per poi passare all'incedere sfrontato di "Lipstick Red", episodio in cui il ritmo accelera su trame occult-rock sferzanti spinte da un groove anni '70 e da un cantato graffiante che sa di fumo e zolfo. Con "Witches' Cauldron" si sprofonda di nuovo nell'abisso rituale lungo otto minuti guidati da un basso sordo e atmosfere desertiche con le chitarre, da metà brano in poi, che montano in un crescendo mefistofelico, spianando la strada alla maratona conclusiva di "Crash Land", altro capitolo da oltre nove minuti, in cui le trame strumentali si dilatano ipnotiche fino a dissolversi in un mare di feedback e gelida oscurità. Alla fine, i Northern Subs mettono a segno un colpo da maestro, convincendomi di più dei Green Carnation recensiti ieri. Per chiunque sia affamato di esoterismo sonoro, cangianti strutture progressive e vecchie messe nere in musica, si regali l'ascolto di 'Night Creatures'. (Francesco Scarci)

(Nosferatunes - 2026)
Voto: 74