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sabato 30 maggio 2015

Ad Nauseam - Nihil Quam Vacuitas Ordinatum Est

#PER CHI AMA: Black/Death, Deathspell Omega, Gorguts, Ulcerate
Avviso ai naviganti: 'Nihil Quam Vacuitas Ordinatum Est' non è l'album più semplice da digerire. Sicuramente agli amanti di sonorità alla Deathspell Omega, Ulcerate o, guardando in casa nostra, Ephel Duath, verrà l'acquolina in bocca nel sapere che i vicentini Ad Nauseam si rifanno alle band qui sopra citate, però ribadisco, nulla di cosi lineare da essere apprezzato al primo ascolto. Servono infatti parecchie sedute per entrare in contatto col mood cerebrale del debut album della band di Schio, che irrompe velenosa con "My Buried Dream", song che palesa fin da subito le malefiche intenzioni dell'act italico. Musicalmente vicini alle schizofrenie musicali degli artisti già citati, gli Ad Nauseam, ci investono con scorbutici riff di chitarra che si muovono zigzagando tra saliscendi impetuosi, rarefatte atmosfere, break acustici e chi ne ha più ne metta, in un isterico collage musicale, che non lascia scampo. Non finisce nemmeno il primo brano che è già incollato al suo culo "Key to Timeless Laws", traccia ancor più aspra e dissonante nella sua schizoide andatura, che delinea nelle sue note, una maggiore propensione verso il death metal più plumbeo (Immolation) e in cui la voce iniqua di Andrea P. diventa ancor più spaventosa. Per chi volesse trovare altri punti di contatto con la band nostrana, ecco che la furia tempestosa dei Portal o la delirante sublimazione degli Aevangelist, potrebbero essere utili a focalizzare ulteriormente la proposta degli Ad Nauseam. Band che prosegue col deliziarci con strazianti e taglienti riff di chitarra anche ne "La Maison Diev", song nervosa, altalenante, in cui l'arcobaleno di colori che ha da offrire, varia dal nero al grigio chiaro in un ventaglio bicolore, che trova, per lo meno in un paio di occasioni, alcuni inquietanti attimi di quiete e un paio di inebrianti assoli conclusivi, in cui la ritmica sembra addirittura evocare i Morbid Angel. Spaventosi, non c'è che dire. La matrice sonora su cui poggia il sound degli Ad Nauseam, delinea una abilità tecnica davvero notevole e anche una notevole creatività artistica, anche se non appare ancora un vero e proprio marchio di fabbrica; troppo concentrati i nostri a rivedere e rinverdire la musica delle band preferite. "Into the Void Eye" è una infernale cavalcata dal finale a sorpresa che la collega a "Terror Haze" che tra divergenti proprietà soniche e mefitiche ambientazioni, non si distanzia poi di molto dalle precedenti tracce, se non per tentare la strada del mid-tempo, grazie ad un incedere dall'aura malsana e un break centrale che strizza l'occhiolino anche a melmose sonorità sludge/post metal. Si va verso il finale e "Lost in the Antiverse" e "The Black Veil of Original Flaw" hanno il compito di intrattenerci prima del gran finale. Mentre la prima è una convulsa traccia che viaggia su ritmi sincopati, la seconda sembra essere la song più melodica del lotto, se cosi si può definire, o forse quella più accessibile, aprendosi ad altre stravaganti e stralunate soluzioni che a livello ritmico, chiamano in causa i Deathspell Omega. Dicevamo del gran finale, "Superimposing Mere Will and Sheer Need" è infatti un muro inerpicabile di 11 minuti che sintetizzano l'iper articolata proposta musicale degli Ad Nauseam, tra vorticose calate agli inferi, growling vocals, doom funereo, stridenti chitarre e soffocanti loop ipnotici, che ci consegnano una band già parecchio matura, che deve solo trovare il modo di trovare una strada propria da percorrere fino in fondo... (Francesco Scarci)

Voto: 75

Il moniker richiamante gli Ulcerate ("Ad Nauseam" è una delle tracce più famose della band neozelandese, contenuta in 'Of Fracture and Failure') presagisce quasi nella totalità ciò che dovremmo aspettarci. Il combo vicentino colpisce in modo più che positivo con questo debut album dopo il cambio di nome e relativo correttivo nel genere proposto. Colpisce subito l'occulto artwork di Manuel Tinemans (Necros Christos, Saturnalia Temple, Pentacle) stampato su un cartoncino ruvido su sfondo antracite, ma a far da padrone in questo 'Nihil Quam Vacuitas Ordinatum Est' è un altissimo livello tecnico che si impregna di sonorità cupe a tratti dissonanti, supportate da serrati blast beats, senza adombrare chirurgiche armonizzazioni di basso (“La Maison Diev”). La produzione, volutamente dinamica, rende le tracce opache e con una minore potenza sonora, ma a mio parere, questa scelta completamente homemade, rende il tutto più vivo e salva dalla goffa pesantezza e linearità di una produzione lucida e brillante. Questo lavoro degli Ad Nauseam, nonostante necessiti di ulteriore personalità, non è il techno death metal classico che cerca di emulare i grandi nomi del passato ma una evoluzione che segue la scia dei già sopracitati Ulcerate, aggiungendo una vena maligna riconducibile a gruppi come Deathspell Omega o Aosoth (“My Buried Dream”). Le tracce spiccano per il loro elevato livello compositivo, regalando una certa sorpresa per il risultato ottenuto per cui il gruppo riesce a regalare una nuova speranza nel nostro malvagio Paese in cui si arranca per sopravvivere musicalmente (e non). (Kent)

Voto: 80
(Lavadome Records - 2015)

https://www.facebook.com/adnauseamofficial