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mercoledì 6 maggio 2015

Himinbjorg - Wyrd

#PER CHI AMA: Pagan Black Progressive, Enslaved
Li ho persi di vista per parecchio tempo, lo devo ammettere, addirittura dal 2005 quando uscì 'Europa'. Sono trascorsi 10 anni e neppure mi sono accorto che fosse stato rilasciato nel 2010 'Chants d'Hier, Chants de Guerre, Chants de la Terre...', un lavoro quasi totalmente trascurato dalla critica, ma che ho fatto mio quanto prima, per rimediare alle mie mancanze. Tornano gli Himinbjorg, che io ho imparato ad amare con 'Haunted Shores' (al pari di 'The Mantle' degli Agalloch), con il loro settimo full length, dal semplice titolo 'Wyrd'. Ci rituffiamo quindi alla scoperta di tempi lontani, in cui la fierezza dei popoli si manifestava in guerre di conquista per assoggettare popoli rivali. Ecco in sintesi la proposta pagana del quartetto transalpino, che si muove tra le linee di un viking black epico e maestoso. Una breve intro e poi "The Sword of Dignity" apre le danze richiamando i Bathory più ispirati, gli Enslaved più potenti e il duo Falkenbach/Agalloch nella loro veste più bucolica. La proposta del combo di Chambéry è più che mai convincente, alternando rasoiate estreme, coadiuvate da vocalizzi abrasivi (stile Immortal) a frangenti in cui è la solennità della musica a ergersi sopra a tutto. Suscitano notevolissimo interesse i ragazzi della regione del Rodano-Alpi, anche quando attaccano inviperiti con un rifferama mordace, quello di "The World of Men Without Virtue - The Circle of Disillusion", song che trova la sua summa quando è una visione più evocativa dei nostri a prevalere e lo screaming cede il passo a eroici chorus o declamanti parole in francese, mentre sul fondo, le meravigliose melodie vengono disegnate da tipici strumenti folk, che creano naturalistiche atmosfere. Un break acustico mi rimanda all'impareggiabile 'Haunted Shores', per non parlare poi dello splendido assolo che chiude una traccia che ha lasciato solo brividi sulla mia pelle. Un inizio alla Primordial per la quarta "The Circle of Warriors", song assai ritmata, una sorta di inno alla guerra che richiama nei suoi cori gli ultimi Enslaved, forse la band a cui i francesi tendono maggiormente col proprio sound. Splendido il finale poi, affidato alle melodie delle cornamuse. Si torna a picchiare che è un piacere con "Initiation", ove la furia imperversa sovrana attraverso vertiginose scorribande black e in cui il dolce suono di un flauto si palesa a metà brano e duetta con quello delle vibranti cornamuse, mentre le chitarre impreziosiscono una prova già di per sé meravigliosa. Coadiuvati da una eccellente produzione, gli Himinbjorg si affidano al black progressive di "The Mirror of Suffering - The Circle of Ghosts" per stupire i propri fan (e i nuovi che verranno): la song è oscura e minacciosa con Zahaah alla voce, che sembra abbandonarsi quasi a un rituale sciamanico. Quell'effetto sciamanico che rivive anche e soprattutto in "The Shamanic Whisper", cosi come indica il titolo, ed esalta l'animo guerriero dei nostri in una traccia dai contorni iniziatici. Un bell'intermezzo strumentale etno-folk con "Another Shore" e si arriva alla conclusiva "The Eternal Light", pezzo mid-tempo che decreta il ritorno in grande stile degli Himinbjorg, per cui prometto fin d'ora di non perderne più le tracce. Voi fate altrettanto e ascoltate senza esitazione 'Wyrd', una vera e propria epopea sonora! (Francesco Scarci)

(European Tribes - 2015)
Voto: 85