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martedì 26 maggio 2015

One Last Shot - First Gear

#PER CHI AMA: Heavy/Thrash/Punk
Dopo le più eterogenee classificazioni dei generi musicali, ora posso aggiungere anche quella dei One Last Shot: dust metal. Il quintetto francese, Parigi per l'esattezza, ha origini recenti e nonostante ciò, si sta dando da fare per bruciare le tappe e arrivare dritto al sodo. La band infatti si fa promuovere dalla Dooweet, grossa agenzia francese di comunicazione e marketing, quindi grosso investimento con grandi aspettative. Parlando di musica invece, il "dust" metal dei One Last Shot non è nient'altro che un mix di Southern rock e Nu metal, i Motorhead, Guns 'n' Roses e Lynyrd Skynyrd in salsa moderna per capirci. Le cinque tracce sono ben registrate e lo stesso vale per la scelta dei suoni, adatti al genere, quindi un pacchetto pronto per il mainstream del settore. L'EP apre con "Brawler", brano velocissimo, caratterizzato da riff potenti, grancassa martellante con trigger ovunque e cori al momento giusto. I musicisti se la cavano, ma non aspettatevi chissà quali soluzioni creative, il brano va esattamente dove ve lo immaginate. Riuscirete ad anticipare il mega assolo di chitarra, i cambi e quant'altro, tutto perfetto e fatto ad hoc per un motoraduno pieno di bikers che sono abituati ad ascoltare tribute band di vario genere. "G.A.S" ha addirittura qualche passaggio death metal, ma dura talmente poco che verrete riportati alla dimensione Motorhead quasi istantaneamente. Il vocalist ha il timbro tipico del genere, adatto anche al thrash, ma la monotonia è una brutta bestia da combattere quando vi spinge a premere il tasto skip del lettore cd. Probabilmente è il brano più azzeccato, ben arrangiato e strutturato per entrare nel subconscio dell'ascoltatore. Anche qui gli assoli si quantificano un tanto al chilo, mentre la doppia grancassa scatena l'inferno. Il basso segue le linee melodiche senza protestare, in una sezione ritmica di tale portata, che molto spesso risulta difficile distinguerlo. Riesce però ad avere il suo momento nell'intro di "Prophesick", ma con l'arrivo delle chitarre e lo scatenarsi della batteria, la situazione precedente si ripresenta. La song si presenta veloce e potente, fortunatamente la band ha preferito dare il meglio in fatto di aggressività e potenza con questo EP, soprattutto se l'eventuale ballad sarebbe stata la classica litania da focolare in spiaggia. Che dire, la band è tecnicamente preparata e i musicisti sono quelli giusti per un progetto che probabilmente mira a voler sfondare nel music business al più presto. Probabilmente il quintetto parigino sta facendo la mossa giusta, riproporre il metal di qualche hanno fa in chiave moderna potrebbe spingere una parte dei nostalgici ad ascoltarli ed apprezzarli. In bocca al lupo, vi auguro che il vostro primo full length innesti finalmente la seconda marcia. (Michele Montanari)

(Self - 2014)
Voto: 65