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sabato 16 gennaio 2016

Koko - S/t

#PER CHI AMA: Avantgarde/Elettronica/Jazz
A seguito dell'EP datato 2013, che ripescheremo a breve su queste stesse pagine, la band viennese dei Koko ha rilasciato nell'anno appena trascorso il nuovo full length autoprodotto il cui titolo omonimo ricalca il moniker della band. Esperienza totale in un mondo parallelo fatto di musica elettronica di confine e sperimentale, funk, rock indipendente, acid jazz e un pizzico di (in)sana follia. L'album scivola dolcemente, considerando la sua natura destrutturata, dove ci si scontra con le atmosfere nebbiose e dub di un Tricky d'annata, la fumosità da club malfamato alla guru Jazzmatazz, accenni d'avanguardia alla Zu, gocce di funk contaminato stile Urban Dance Squad, un certo amore per l'hip hop articolato di D'Angelo filtrato dai sogni paralleli degli Autechre, il rock indie alla Deus, lo spettro di Prince esagerato nel brano "Perfect", il tutto condito da un umore malato e grigio che stranamente mi riporta alla mente i Crime and the City Solution. 'Koko' è sicuramente un album difficile da assimilare e capire, contorto all'inverosimile, un lavoro elettronico dalla veste progressiva che si illumina d'immenso nell'ascolto ripetitivo. Presumo sia un lavoro inconcepibile per un pubblico rock, al contempo inaccettabile per gli oltranzisti di musica elettronica, penoso per i fanatici dell' hip hop da classifica, ideale per ricercatori di avanguardie sonore in odore di jazz sperimentale. Il brano "Velvet" è geniale: qui compare niente meno che una chitarra in stile Talking Heads, anno di grazia 1985 epoca 'Remain in Light', unita ad esplosioni free jazz e no wave, contornate da bassi pulsanti e ritmica cool inspiegabile quanto la musica dei Peeping Tom. La cosa che più sorprende è che nell'album aleggi nell'aria una velata atmosfera di colta presa di coscienza sonora, come se la band fosse pronta ad un passo mainstream. In realtà i Koko lo sono, con il piccolo particolare che la loro indole di sperimentatori sonori restringe il raggio d'azione nella sola cerchia di chi veramente ama il lato indie e iconoclasta della musica a 360 gradi. Indifferentemente da ciò che vi aspettate o che assorbirete da questo album, nell'ascoltare questo disco, partite da un solo presupposto che questo box di brani eccezionali è l'esatto contraltare in ambito di musica alternativa al geniale ultimo album di sperimentale metal estremo, 'Blackjazz Society' degli Shining. Concedetemi il paragone... ascolto dovuto per menti esageratamente aperte! Geniali! (Bob Stoner)

(Self - 2015)
Voto: 80

https://kokotheband.bandcamp.com/