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sabato 30 gennaio 2016

Opera IX - Back to Sepulcro

#PER CHI AMA: Occult Black
Sono passati più di vent'anni da quando vidi per la prima volta gli Opera IX dal vivo, in compagnia degli Evil, in un piccolo paese sperduto nella provincia di Verona. Da allora di cose ne sono cambiate parecchie in seno alla band, con una serie di avvicendamenti, il più clamoroso dei quali è stato quello di Cadaveria, che hanno portato ad avere oggi il solo Ossian come membro fondatore della band, con tutti i nuovi elementi che si sono uniti allo storico frontman nel 2014, tra cui la nuova e convincente vocalist Abigail Dianaria. Questo 'Back to Sepulcro' è una raccolta di vecchi brani ripresi e reinterpretati dalla nuova line-up, più un nuovo pezzo, "Consecration" che vuole dare un assaggio di quello che saranno i nostri nel futuro. Vorrei iniziare col mettere subito in guardia i fan di vecchia data della band che si può vivere tranquillamente anche senza quest'album, che rispolvera vari classici del passato, dotandoli di una nuova veste occulta. Inviterei piuttosto nuovi proseliti ad avvicinarsi agli Opera IX e assaporare la sacralità di "Sepulcro", un pezzo vecchio di 21 anni ('The Call of the Wood'), che mette in luce le eccelse qualità della nuova singer, che quasi quasi apprezzo più di Cadaveria, e di un sound che continuo a percepire anche a distanza di anni, come magico ed esoterico, e di riuscirmi ancora ad emozionare sulle note di quest'infinita traccia, guidata dalle magiloquenti tastiere di Alexandros. Fantastica e ispirata anche la più violenta "The Oak", estrapolata dalla seconda fatica della band piemontese, 'Sacro Culto'. La song mette ancora in evidenza un uso più importante delle keys e più in generale di arrangiamenti che enfatizzano e rendono più ampolloso il sound del quintetto. Con "Act I. The First Seal" ci si muove al terzo lavoro degli Opera IX, quello dell'apertura a un pubblico più vasto, 'The Black Opera': la versione 2.0 dei nostri conferma l'intenzione di Ossian e compagni di avvalersi di orchestrazioni assai bombastiche. "Maleventum", estratta dall'album omonimo, è qui graffiante come l'originale, però la voce di Abigail Dianaria le conferisce un surplus che me la fanno preferire di gran lunga alla song del 2002. Arriviamo alla nuova e etenebrosa "Consacration", che palesa delle orchestrazioni di chiara matrice Dimmu Borgir (ricordate "Progenies of the Great Apocalypse"?) anche se poi le ritmiche sono più essenziali e scarne, ma comunque di grande effetto. In definitiva 'Back to Sepulcro' è un bel biglietto da visita per gli Opera IX per assoldare nuovi adepti nella loro confraternita dedita ad esoterismo e alchimia. (Francesco Scarci)