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sabato 23 gennaio 2016

InTechnicolour - S/t

#PER CHI AMA: Alternative Rock/Stoner, Baroness
Fighi gli InTechnicolour, peccato solo abbiano rilasciato un EP di 3 pezzi che per di più dura non oltre i 12 minuti. Minuti sufficienti però per inquadrare la band, che vanta membri di Porshyne, Delta Sleep e Physics House Band, e che partorisce un sound figlio dei Baroness. Il quintetto di Brighton esordisce con i brillanti tre minuti di "Lend Me A Crushed Ear" e una proposta che sia nel suono che a livello vocale, si ispira chiaramente al gruppo georgiano. Chitarre fuzzate tra lo stoner dei Mastodon e lo stile desertico di Kyuss, conducono le danze tra atmosfere oscure e aperture melodiche, e con i vocalizzi di Tobie Anderson ad emulare quelli del frontman statunitense, almeno in questa prima traccia. Si, perchè nella successiva cover del 1970, "Hey, Who Really Cares", di Linda Perhacs, la rilettura dei cinque di quel pezzo folk, richiama a livello vocale Lingua/The Isolation Process, e in termini musicali sterza, avvicinandosi all'alternative rock dei Tool. Con il riffone iniziale di "We Are All Losing Sleep", gli InTechnicolour acquisiscono ancor più personalità e, combinato con le sempre più convincenti vocals di Tobias e una ritmica d'impatto, i nostri elaborano una traccia fresca, varia e che offre uno splendido e caldo break centrale, accompagnato da un ottimo chorus, che ci consegna una band già in palla e pronta al salto di qualità, se ben supportata. Inatessi quanto sorprendenti. (Francesco Scarci)