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sabato 9 gennaio 2016

Forbidden Planet - From Bedroom to Oblivion: Two Decades of Obscurity

#PER CHI AMA: Instrumental Prog Rock/Art Rock
Adam, Laurence, The Freq e Dave sono i 4 musicisti di Singapore che compongono i Forbidden Planet che debuttano nel 2015 con l’album 'From Bedroom to Oblivion: Two Decades of Obscurity'. Mi immagino un gruppo di 4 ragazzi che vogliono divertirsi seguendo la loro passione. Suonare quello che viene fuori da una delle loro mille jam session. Da queste scartano poco o niente e prendono per buona una, due, undici canzoni, decidendo quindi di confezionare un bel regalo. Il loro regalo. Un cd autoprodotto. A loro va il mio rispetto. Tutto il loro viaggio è un'esperienza magnifica che ogni ragazzino, che prende in mano uno strumento, prima o poi percorrerà. Lo deve fare. Una volta concluso questo periodo perfetto, che rimarrà come pilastro formativo della sua vita, è giusto lavarsi la faccia, magari fare colazione e cominciare a riguardare a quanto prodotto. Dico questo perché l'album dei nostri sembra ideato, registrato e masterizzato con la "pancia". L'album è infatti decisamente penalizzato dalla qualità di registrazione, che penalizzerà anche la mia valutazione finale. La batteria in primis è inscatolata, spesso la grancassa si percepisce solo perché convenzionalmente in un 4/4 cade almeno sulla prima battuta. Considerato il genere, non credo sia una scelta ragionata, ma semplicemente un errore da principianti. È poi un peccato sentire questa equalizzazione fai-da-te, facendo arrivare la chitarra solista e poi, a scendere, seconda chitarra, basso e batteria; la sola eccezione è "Yoko", dove insieme alle chitarre "pulite" si sentono bene anche gli altri strumenti. Questi "inconvenienti" purtroppo rovinano l'ascolto. Non c'è molto da aggiungere. L'album è composto da canzoni che spaziano dal prog rock leggero al funky rock, con incisi thrash e math metal ("I Know What it Takes"), anche se a farla da padrone è il virtuosismo degli axemen. Sono chiare le capacità tecniche e gli studi fatti, al punto di fare una cover di Bach ("Cello suite n.1 Prelude in G Minor"), ma il risultato, a mio avviso, è un insieme di esercizi combinati che cercano di spiazzare l'ascoltatore con cambi di genere: un metodo inflazionato per chi vuol fare un album prog. Se l'intento è il caos, ma suonato bene, è fallimentare perché confuso e da l'impressione di non sapere cosa si stia facendo. Forse sono io a non capire il loro genio. "Hands Around the Throat" è già più pop, e considerato il titolo della canzone è chiaro l'intento della band ad unire gli opposti. Adam, nella seconda di copertina, ringrazia tutte le persone e gli artisti che lo hanno ispirato, affermando di esser stati parte integrante di questo progetto. Infatti mi sembrava di ricordare l'andazzo di Satriani e Steve Vai in "Can I Borrow Your Bass" e "Put On The Suit". Funky rock virtuoso, tuttavia, sempre con la contaminazione per uscire dal coro. Carina la citazione (nell'intento almeno) a "The Audience is Listening" di Steve Vai al minuto 2:24 di “Put On The Suit”. Tutto sommato, al netto dei problemi espressi, le canzoni sono piacevoli, ma visto che 'From Bedroom to Oblivion: Two Decades of Obscurity' è stato mixato e masterizzato da un componente del gruppo (The Freq), mi auguro che, in futuro, i Forbidden Planet facciano mixare il prossimo lavoro da qualcuno proveniente da un Allowed Planet. (Alessio Perro)

(Self - 2015)
Voto: 55