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lunedì 6 giugno 2016

Pugni nei Reni - Bello ma i Primi Dischi erano Meglio

#PER CHI AMA: Alternative Blues Rock
Pugni nei Reni è il nome di un duo bergamasco, chitarre e cassa, che si presenta con un disco di debutto dal titolo 'Bello ma i Primi Dischi erano Meglio'. Le loro canzoni sono scritte in un inglese molto primitivo, pressoché privo di significato ma anche in un italiano alquanto stralunato. Con queste premesse sarebbe facile collocare il loro album nel filone del rock demenziale ma sarebbe riduttivo, assai riduttivo. Nei nove brani inclusi nel disco, si respira una costante ricerca del giusto riff di chitarra come in "Babbuzzi", il brano d'apertura, con la musica che non è mai secondaria al testo; la voce poi viene trattata quasi fosse uno strumento aggiuntivo, filtrata, raddoppiata, con frequente ricorso al falsetto, talvolta anche sguaiata. I Pugni nei Reni sanno maneggiare bene stili espressivi molto diversi tra loro: in “Risposte_di_circostanza alle_domande_esistenziali_di_Jane_Fonda”, l’uso della voce e i battiti di elettronica low-fi ci portano in quelle terre esplorate da Thom Yorke nei suoi dischi da solista, mentre nella veloce “Il_Rock_’n’_Roll” la struttura del brano rimanda ai più scafati Skiantos, senza ruffianeria, condividendone semmai lo spirito ribelle. Al primo posto nella mia personale classifica metto sicuramente “Morning_Brunch” il cui ritmo, sostenuto da una bella chitarra funky, si dilata piacevolmente per quasi sei minuti, diventando quasi un mantra dance. A livello di post-produzione ho trovato poco convincente l’inserimento di alcuni dialoghi estratti da pellicole cinematografiche, l’effetto può sorprendere al primo ascolto ma non agevola i successivi. Molto bello invece l’artwork del disco, incentrato su una grafica old style da IBM Personal Computer DOS. Nel complesso le canzoni hanno le potenzialità per una carica live coinvolgente, cosi dotate di un buon groove e ruvide al punto giusto. I ragazzi sono originali, loro malgrado.(Massimiliano Paganini)