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sabato 4 ottobre 2014

Dormin - Psykhe Comatose Disorder

#PER CHI AMA: Dark Ambient, Atmospheric Black, Ulver
Uscito nel dicembre 2013 via Masterpiece Distribution, il primo lavoro del duo siculo dei Dormin si abissa in uno stile confusionale, variegato e di difficile collocazione. Nato come un concept basato su una serie di degenerazioni mentali della psiche che hanno ispirato il cantante chitarrista Rex, in conseguenza alla perdita della madre a causa di una grave malattia, 'Psykhe Comatose Disorder' è un album che riflette bene gli stati d'animo sconcertati e bui che gli hanno dato vita. La musica è frastagliata, a tratti violenta e spesso si rende liquefatta, prendendo le distanze con un certo tipo di black metal atmosferico, inoltrandosi nel dark ambient dotato di venature vagamente shoegaze, anche se certa elettronica di base può ricordare alcune performance degli Ulver più sperimentali e rarefatti tipo 'Themes from William Blake's, The Marriage of Heaven and Hell'. Bello il cantato aggressivo in lingua madre in "Spettri nello Specchio" e lo screaming in inglese nelle parti più violente che amalgamano un suono reso un po' piatto da una drum machine scarna e lineare e da una produzione non sempre all'altezza. Sicuramente suonato e composto con anima e cuore, tralasciando alcune scritture leggermente sottotono, l'ascolto si rivelerà piacevole e variegato, frutto di una volontà d'espressione focalizzata a 360° su tante e inusuali realtà musicali più oscure e sotterranee. Un disco che va preso con le pinze, che sarà apprezzato dai cultori della sperimentazione in senso oscuro. La sola traccia "World of Nooses and Plastic Drama" vale l'ascolto per la sua inconsueta evoluzione che la spinge a passare dal black metal cacofonico al dark rock a la Christian Death, mentre la lunga "The Glyph of Solitude", nella sua sonorità crudele e primordiale, emana tutta la sua drammatica essenza, con un finale tesissimo di etereo, oscuro minimal ambient, seguito da una ballata gotica di buon effetto che chiude le danze. In realtà siamo di fronte ad una forma di espressione sonora che deve essere amata per la sua interpretazione e non per la sua mera esecuzione. Quella forma di libera espressione sonora che se coltivata a dovere potrebbe dare ottimi risultati nei lavori a venire. Quello dei Dormin è un album da ascoltare nella più completa solitudine e nella massima libertà mentale, un corridoio lungo e buio che vi chiede di essere percorso per trovare una lucente via d'uscita. (Bob Stoner)

(Beyond Productions - 2013)
Voto: 70