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venerdì 29 aprile 2016

Khasm - Fenris

#PER CHI AMA: Hardcore/Thrash Old School, primi Entombed
Diavolo, dodici miseri minuti di musica mi fanno girare le palle e non poco. Tanto dura infatti 'Fenris', EP di debutto dei transalpini Khasm. I quattro energumeni di Colmar ci sparano in faccia la loro mistura fatta di thrash old school e hardcore, sintetizzata al massimo nelle quattro tracce ivi contenute. I motori si accendono con il basso pulsante della title track e vanno a scaldarsi con le chitarre di supporto. Un grido, in stile primi Entombed, e si inizia con il sound sporco dei nostri che scomoda proprio l'ingrombrante figura della band svedese come principale fonte di influenza. Il drumming va giù dritto che è un piacere, picchiando come un forsennato. Avrete modo di apprezzarlo soprattutto nella successiva "No More Justice", dove un fabbro a confronto vi sembrerà un pivello. La svolta inaspettata sta però in un break mid-tempo che inchioda il rmartellante incedere dei nostri, ma che riprenderà da li a breve, con ritmiche dirette, semplici, senza fronzoli e che nulla hanno da chiedere a nessuno. Qui troverete solo l'essenza di un certo death/thrash anni '80-90 che avrà modo di iniziarvi ad un pogo feroce, da cui probabilmente farete fatica ad uscirne vivi. Spettrale è invece la terza "Nightwatch", song che vede la presenza come guest star, di Per Nilsson, ascia degli Scar Symmetry che qui si concede per un assolo chitarristico tagliente come la lama di un rasoio, mentre i nostri continuano imperterriti a schiumare rabbia e produrre riffoni di scuola primi Entombed, mentre le liriche evocano 'Il Trono di Spade' e l'inverno che incombe ("Winter is Coming" nel chorus). Siamo già ai titoli di coda con "Turmoil" (il cui chorus inequivocabile, continuerà a ricordarvi il titolo della song), l'ultima traccia che si assesta sui due minuti e mezzo di suoni e che ha modo di scomodare anche gli Slayer di 'Season in the Abyss', vi sembra poco? In attesa di ascoltare il full length, non posso altro che dire che le premesse sembrano davvero buone. (Francesco Scarci)