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| #PER CHI AMA: Drone/Ambient/Experimental |
Più che un seguito diretto del secondo full-length 'Kharon', questo 'Akkadian Artefacts' dei The Medea Project si configura come un EP di cinque tracce interamente destrutturato, ripensato e remixato da Lucifer X, mente della formazione industrial/noise St. Lucifer. Per chi non conoscesse la formazione britannica, è giusto sapere che sono solitamente dediti a un gothic/sludge, di cui però non troverete assolutamente traccia in questi pezzi. Durante l'ascolto del lavoro vi si pareranno infatti davanti sonorità elettro dark ambient. Se "Babylon (The Fall of Akkadia)" sembra rievocare la vecchia "Babylon" presente in 'Sisyphus', qui riletta in chiave ambient-synth, "Ghosts in the Shell" trascina l'ascoltatore in uno stato onirico profondamente disturbato, con i vocalizzi incastonati in un loop ipnotico che rallenta i battiti cardiaci e ci costringe a fluttuare in un limbo sottile che separa il sonno cosciente dall'incubo. "Cave Dweller" vede l'elettronica farsi più dura e materica, e a dir poco complicata da digerire, almeno per il sottoscritto. Industrial e synth finiscono infatti per sposarsi con la disperazione della componente vocale del brano. Per quanto riguarda "The Drone Song (Desertion)", è difficile non immaginare la direzione che possa prendere: un vero e proprio vuoto pneumatico creato dalla componente dronica che annulla ogni punto di riferimento spaziale e temporale, lasciando che la dilatazione sonora culli l'ascoltatore in un senso di totale smarrimento. A chiudere questo lavoro delirante, ecco "Redacted", l'ultimo atto in salsa "ulveriana" che comporta l'inevitabile dissolvenza della luce, lasciando che i silenzi pesino quanto le note.
(BDB Studios - 2026)
Voto: 66



















