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| #PER CHI AMA: Cosmic Psych Black |
Gli Inferno sono da sempre una di quelle band che seguo con un interesse quasi devozionale. Dopo l'ottimo album del 2021, 'Paradeigma', l'attesa per il loro ritorno era altissima. Ed eccolo qui, servito su un piatto d'argento: 'The Anthropic Sophisms (On the Heights of Despair)'. La band ceca sposta con il proprio sound, ancora più in là i confini dell'avanguardia, consolidando lo status di pioniera di un black metal psichedelico, esoterico e profondamente filosofico. Il titolo stesso è un esplicito e colto omaggio all'opera d'esordio del filosofo Emil Cioran (Al culmine della disperazione), e le liriche ne riflettono la medesima, lucida e nichilista disperazione esistenziale. L'album si sviluppa come un unico, ininterrotto flusso psiconautico capace di destabilizzare i sensi fin dal primo secondo. L'incipit affidato a "Fission of the Soul" è un labirinto quasi totalmente strumentale, che mescola intuizioni psichedeliche ad atmosfere darkwave, per poi esplodere in improvvise accelerazioni ritmiche. Il risultato disorienta l'ascoltatore e ridefinisce le coordinate stesse del genere, strizzando l'occhio in modo palese alle derive cosmiche dei Blut Aus Nord. Man mano che ci si addentra nei movimenti centrali, la contorta "Dekranos Katexochen..." e la monumentale "With Raving Mouths They Utter Things Mirthless, Unadorned and Unperfumed", l'atmosfera si fa densa, marziale, quasi industriale (soprattutto la seconda delle due). Qui sono i feedback disturbanti e gli arpeggi al pari delle spettrali vocals di Adramelech a descrivere quel senso di isolamento totale che l'essere umano sperimenta di fronte all'infinito. Il climax finale giunge come una catarsi necessaria, ma tutt'altro che liberatoria: la ferocia residua si stempera in una psichedelia acida, scura e opprimente, che congela lo stato d'animo in una consapevole accettazione del vuoto. Il finale, "Circulus Vitiosus Deus (The Infinity Ravages All)", prosegue calcando i medesimi tasti di cosmic black. Parliamoci chiaro: chi è cresciuto a pane e Blut Aus Nord o Deathspell Omega, riconoscerà immediatamente la statura immensa di quest'opera. Un disco concepito non per il mercato, ma per chi vede nella musica estrema un puro strumento di trascendenza spirituale e intellettuale. Gli Inferno hanno costruito un rifugio per chi non ha paura di guardare dentro l'abisso; un'opera d'arte stratificata che, una volta passata la tempesta, ti lascia addosso una strana, bellissima inquietudine. (Francesco Scarci)
(Debemur Morti - 2026)
Voto: 74







