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mercoledì 11 novembre 2015

Nocturnal Escape - S/t

#PER CHI AMA/FOR FANS OF: Black/Death/Folk/Prog 
I Nocturnal Escape sono una giovane band tedesca, nata solo nel 2014, ma formata da navigati musicisti (Disgusting Perversion, Bleak). Nel 2015 fanno uscire il loro primo full length, distribuito in maniera indipendente tramite Bandcamp. Partiamo dall'artwork, accattivante, strano ed anticonformista. L'album è formato poi da otto brani per una durata di circa un'ora che si srotola in maniera contorta e sofisticata tra death, folk e black metal di stampo epico e progressivo, con variegati cambi di stile e tempi (come potrete apprezzare nella opener, "War of Beliefs"), tecnica sopraffina, il tutto completato da voci demoniache e cantati puliti assai evocativi, in stile TYR. Le trame melodiche inserite tra i brani distolgono per un istante l'ascoltatore dall'idea di trovarsi di fronte ad un disco true metal, come nel prologo e nel bridge acustico di "Lucid Mind" che poi s'incamminerà attraverso tutt'altro percorso sonoro, decisamente più duro e dal tono simil guerrafondaio. Tutto l'album ruota attorno a questi stravaganti accostamenti di stile e fantasiose diversità, sempre assai curate e a volte bizzarre, comunque da apprezzare, poiché rendono il lavoro interessante e assai vario, giocato su una tecnica chitarristica che esplode in molteplici e caleidoscopici assoli. Il trio teutonico di Augsburg, formato da Leo Bergmann (chitarre, synth, drum machine), Klaus Bergmann (basso) e Thomas Zimmermann (voce), gioca molto bene le sue carte soprattutto nelle parti più veloci e thrash oriented, con ritmiche incalzanti che ricordano i Moonsorrow, con un che dei Die Apokalyptischen Reiter, per quell'attitudine al bizzarro, insolito e inaspettato. La band mostra un suono compatto e brillante, con il cantato sempre in evidenza, e il tutto supportato da una buona produzione, talvolta sin troppo cristallina e puntigliosa, ma che comunque esalta tutti gli strumenti a dovere. In alcune ritmiche, i nostri ricordano i mitici folk metallers irlandesi Cruachan o i teutonici Menhir, anche se i Nocturnal Escape sembrano prediligere più la componente epica e black dai risvolti progressivi. Infatti, nella stesura dei brani, il combo germanico lascia si al folk un ruolo importante ma mai predominante, dirottando di frequente il sound verso lidi progressivi, nella vena di Immanent o Corr Mhona. L'intera release scorre veloce e fantasiosa, palesando melodia e grinta, con le parti più black/death oriented a mostrare forse il lato migliore della band, anche se in generale il songwriting si confermerà di notevole efficacia e sempre di alta qualità, pur usando un'asettica drum machine. Ottimi i chiaroscuri di "Gaia's Demise", contrappuntata dai suoi toni solenni ed epici. Il brano conclusivo, "Call to Humanity" esalta infine la vena più classicamente speed metal del terzetto, con voce e assoli affidati a poco conosciute guest stars, con il risultato finale di rincarare la dose, aumentando ulteriormente la forza dirompente di questo lavoro. Ottimo debutto. È forse la nascita di una nuova stella nel cosmo metallico? Staremo a vedere... (Bob Stoner)


Nocturnal Escape is a young German band, founded in 2014, but made up of already experienced musicians (Disgusting Perversion, Bleak). In 2015 they released their first full length, distributed independently via Bandcamp. Let's start with the artwork: captivating, funny and unconventional. The album contains 8 tracks with nearly an hour of music that unrolls itself in a twisted and sophisticated way between death, folk and black metal with a pinch of epic and progressiveness. With varying style and time changes (as you can appreciate in the opener, “War Of Beliefs”), excellent technique, everything completed by demoniac voices and clean voices very evocative in a TYR style. The melodic plots inserted in the tracks distract the listener for a moment from the idea of being in front of a true metal disc, as in the prologue and in the acoustic bridge of “Lucid Mind” that will walk you through another sound path, much harder and in a warmonger-like tone. The whole album revolves around these weird combinations of styles and smashing diversity, always neat and sometimes bizarre, however to appreciate, because thanks to them the work is interesting and varied, played with a guitar technique that explodes in kaleidoscopic solos. The teutonic trio from Augsburg, consisting of Leo Bergmann (guitar, synth, drum machine, shout vocals) , Klaus Bergmann (bass) and Thomas Zimmermann (clean vocals), plays very well its cards, mainly in the fast and thrash oriented parts, with relentless rhythms reminiscent of Moonsorrow, with a pinch of Apokalyptische Reiter; for that attitude to the bizarre, unusual and unexpected. The band shows a compact and brilliant sound with the voice always highlighted, and everything supported by a good production, sometimes even too clear and punctilious, but that exalts every instrument as it should anyway.In some rhythms they remind of the mythical Irish folk metallers Cruachan or the teutonics Menhir, even if Nocturnal Escape seems to like the epic components of the black metal with progressive implications more. In fact, during the tracks the German combo leaves folk an important role but it's never predominant but diverting frequently the sound to progressive shores, as in the vein of Immanent or Corr Mhona. The whole release flows fast and imaginative, revealing melody and grit, with the most black/death oriented parts to show, maybe, the best side of the band, even if in general the songwriting will be confirmed highly effective and always of high quality, besides the usage of an aseptic drum machine. Excellent chiaroscuro of “Gaia's Demise”, counterpointed by solemn and epic sounds. The ending track, "Call to Humanity" exalts in the end the more classical speed metal mood of the trio with voice and solos assigned to little known guest stars, with the result of increasing the value of the dose, rising further the disruptive force of this work. Very good debut. Is this the birth of a new star in the metal cosmos? Let's see... (Bob Stoner)

(Self - 2015)
Voto/Score: 80