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sabato 3 ottobre 2015

Maïeutiste - S/t

#PER CHI AMA: Black Sperimentale
Dopo ben otto anni di riflessione dal loro demo cd, i francesi Maïeutiste giungono al tanto agognato debut album. Risale infatti al 2007 'Socratic Black Metal', il primo vagito del sestetto di Saint-Etienne. Nel frattempo i nostri non si sono persi d'animo, hanno proseguito con la scrittura dei brani e hanno finalmente partorito questo self-titled di debutto, che l'onnipresente Les Acteurs de L’Ombre Productions ha messo sotto la propria ala protettrice. Undici claustrofobiche tracce che sanno più di una marcia funebre che altro sin dall'opener che delinea i tratti somatici di quest'oscura creatura. Non fatevi ingannare però perchè il mostro che si cela nell'antro della bestia, emergerà dalle viscere nella seconda "... In the Mirror" e si scatenerà col suo malefico vocalist. Il sestetto, che peraltro vanta tre chitarristi in formazione, ha il merito di cambiare registro più e più volte nel corso dei brani e se ci avevano impressionato per la ferocia introduttiva, sarà interessante anche sentire come il brano acquisisca un piglio più solenne ed epico col passare dei minuti. In "Reflect - Disappear" i nostri mutano radicalmente la propria proposta, risultando, passatemi il termine, più rock oriented, anche se poi la sgroppata black metal non la si nega a nessuno con i suoi classici blast beat impazziti. Bravi comunque a far coesistere più generi tutti insieme anche se nei momenti di furia black, non ci troviamo realmente nulla di innovativo fra le mani, che già non sia stato proposto in tutte le salse possibili. Tuttavia è assai apprezzabile lo sforzo di proporre un sound che vari dal black al doom, passando tra aperture gothiche o liturgico esoteriche come quelle che aprono "Purgatoire", un inquietante inno alle forze del male che si evolverà in un arpeggio conclusivo, bellissimo. È la fine del primo atto, "Eveil"; con "The Fall" si ritorna ad un primigenio black metal che scomoda facili paragoni con 'De Mysteriis Dom Sathanas' dei Mayhem, sia a livello ritmico che vocale, anche se un inebriante break acustico centrale scombina tutto quanto fin qui detto. Ma questo è decisamente il punto di forza dei Maïeutiste che riescono a scomporre e riconfigurare il proprio sound, plasmandolo a propria immagine e somiglianza a livello emozionale. L'arpeggio classicheggiante di "Absolution" conferma la transumanza dei generi su cui i nostri vanno continuamente a virare, prima che tutto muti ancora una volta in un pezzo che è più death oriented (chi ha citato gli Slayer?) soprattutto a livello degli infuocati assoli che riempiono questo brano e che spiazzano ancora una volta l'ascoltatore, prima di abbandonarsi in un cinematico break jazzistico. Tutto questo per dirvi che se i Maïeutiste ci hanno impiegato cinque anni per scrivere questo disco, forse era dovuto al fatto di non voler apparire scontati nella loro stralunata proposta musicale. Un grande plauso quindi ad un lavoro difficile ma che merita tutta la vostra attenzione. Con "The Eye of Maieutic Art" si ritorna ad un black dalle venature doom in una epica song di oltre nove minuti, che chiude il secondo capitolo, "Chute", e ci prepara alla terza parte del disco, "Elévation", aperta dalle visioni apocalittiche di "Lifeless Visions", ansiogena song funeral doom che mette ancora in mostra le proprietà tecnico esecutive dei nostri. Ma forse il bello deve ancora venire. "Death to Free Thinkers" è infatti un'altra traccia sperimentale aperta da una serie di percussioni (base portante di tutti gli oltre otto minuti del brano), delicate note di chitarra e un cantato epico da brividi. "Annonciation" rappresenta l'epilogo della terza parte, in 240 secondi che potevano star bene in uno qualsiasi dei dischi dei Pink Floyd. Attenzione perchè il disco riserva ancora gli 11 minuti di "Death to Socrates", un pezzo di black mid tempo che trova ancora il tempo e il modo di scuotere l'ascoltatore con i suoi sussulti. Che altro dire di un lavoro che mostra le innumerevoli sfaccettature di una band piena di risorse e interessanti idee? Speriamo solo di non dover aspettare altri 7 anni per sentir parlare dei Maïeutiste, rischierei di dimenticarmene il nome. Nel frattempo godiamoci questo incredibile debutto. (Francesco Scarci)

(Les Acteurs de L’Ombre Productions- 2015)
Voto: 80

https://www.facebook.com/maieutisteofficial