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martedì 6 gennaio 2015

Absinthe River - Echoes of Societal Dysfunction

#PER CHI AMA: Heavy/Hard Rock 
#FOR FANS OF: Heavy/Hard Rock
La schiera di recensori/musicisti del Pozzo dei Dannati si allarga con la release di Bob Szekely e i suoi Absinthe River, trio di Colorado Spring, che debutta con 'Echoes of Societal Dysfunction'. Si tratta di un disco di sette pezzi, dediti ad un heavy/hard rock old school. Accendere lo stereo e far partire "Followers of Dogma" è stato un vero back in time per me, un tuffo nel passato che mi ha ricondotto agli anni '80, quando per la prima volta mi avvicinavo, da pivellino, al metal e magari mi spaventavo dinanzi al riffing dei Metallica di 'Ride the Lightning' o all'assetto ribassato dei Black Sabbath, ecco due nomi non proprio messi lì a caso, anche se non rappresentano certo le influenze cardine del trio del Colorado. Qualcosa di atavico comunque ristagna nel sound dei nostri, cresciuti sicuramente a birra, cicchetti di whiskey e hamburger. La song ringhia che è un piacere e si muove tra l'heavy e il doom con una voce votata all'hard rock. Vista l'intercambiabilità dei vari musicisti polistrumentisti, il vocalist cambia nella seconda song, "Broken Sky" e un eco dei primi Metallica lo avverto, ma anche un che dei Candlemass. Anche se la produzione appare quasi casalinga, le idee e la voglia di divertirsi non mancano di certo al combo composto dal nostro Bob, Rob Rakoczy e Steve Stanulonis. Con la terza "Seeker of the Light", è Bob che torna alle vocals con un cantato simile a quello di King Diamond, mentre la musica gioca a richiamare oscure visioni ottantiane, con un duplice assolo finale, uno più rock oriented e un secondo più vicino al blues rock, a dimostrare comunque una spiccata versatilità della band statunitense. Con "Spirit Journey in Modernity", il ritmo si fa più spettrale e anche un po' più affascinante, e soprattutto meno etichettabile. "Haunted Emotions" è un pezzo di poco più di tre minuti di tenue hard rock che si affida ancora una volta alla sciabolata del suo assolo conclusivo, cosi come la darkeggiante "Swing Doors", tre minuti di suoni all'insegna di synth, programming e chorus femminili, in una traccia dall'andatura un po' sghemba. Diciamo che arrivati alla conclusiva "Aurora (The James Holmes Shootings)", non vi è rimasta alcuna traccia degli Absinth River dei primi tre pezzi, che si erano rivelati decisamente più pesanti. Quest'ultima è una sorta di ballad dal forte sapore settantiano, che si evolverà in pochi minuti, a un suono stile videogame ed infine rock, a completare quindi un disco che forse non fa dell'omogeneità sonora il proprio punto di forza, ma che comunque merita un vostro ascolto e un eventuale download (gratuito) dal sito bandcamp. Stralunati. (Francesco Scarci)


The team of reviewers / musicians of the Pit of the Damned grows with the release of Bob Szekely in Absinthe River, a trio from Colorado Springs, in their original debut 'Echoes of Societal Dysfunction.' It's a release of seven pieces devoted to a heavy / hard rock old school sound. To turn on the stereo and listen to "Followers of Dogma" truly took me back in time: drawing me into the past back to the 80s when for the first time Heavy Metal drew me in. On my first exposure to the genre, I was excitedly frightened by the riffing of the Metallica’s 'Ride the Lightning' or even those of Black Sabbath, two extraordinary bands. The Absinthe River sound is mired in the influences of this early era of metal, certainly grown in beer, shots of whiskey and burgers. The song growls: a pleasurable sound, as it moves between heavy and doom with a voice devoted to hard rock. Given the interchangeability of these multi-instrumentalists, the vocalist changes to Rob Rakoczy in the second song, "Broken Sky" and his voice echoes that of Metallica as well as Candlemass. Although the production seems a bit basement grown, The ideas and desire to have fun shines through with this combo composed of Bob Szekely, Rob Rakoczy and Steve Stanulonis. By the third song "Seeker of the Light", It’s Bob who returns to vocals sung in a style similar to King Diamond, while the music recalls more obscure visions of the 80's with a dual final solo: one more rock oriented, and the second more blues rock. This shows, however, the remarkable versatility of this US band. With "Spirit Journey in Modernity", the pace becomes more ghostly and even a little more fascinating. "Haunted Emotions" is a piece of a little over three minutes of tenuous hard rock that resolves once again to the saber of the final guitar solo. The dark "Swing Doors", roughly three minutes of dedicated synth programming and female chorus, is a track that’s a little skewed: as it is a departure from the style of the earlier tracks, being more pop than metal. And now we’ve come to the finale "Aurora (The James Holmes Shootings)", there is no trace of the Absinthe River sound found in the first three pieces, which proved much heavier. This last tune is kind of a ballad with a strong 70s flavor, which evolves a few minutes into a sound style of videogame rock. Although this CD may not be something to your liking, it definitely deserves your listening and a possible download (free) from the band's website. Thunderstuck.

(Kludgeworks Garage Productions - 2014)
Score: 65


(Reviewed by Francesco Scarci, Translated by Deborah S Szekely and Edited for clarity and flow by Robert E Szekely)