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mercoledì 24 dicembre 2014

Kong – Stern

#PER CHI AMA: Prog Strumentale, Elettronica, Industrial
Di recente mi è capitato di rivedere il primo Matrix, della trilogia di gran lunga il migliore. Un film che quando uscí mi entusiasmó, come credo sia capitato piú o meno a tutti. Visto oggi, pur rimanendo un'ottima pellicola, il suo impatto appare ridimensionato, e per apprezzarlo al meglio è necessario contestualizzarlo nel periodo in cui venne girato. Ebbene, questo disco mi ha fatto piú o meno la stessa impressione. Un mix tra metal ed elettronica del giorno prima che suona energico e piacevole, ma che oggi rischia di risultare un tantino anacronistico. Gli olandesi Kong sono una band longeva, il loro esordio risale addirittura al 1990, e questo è il loro ottavo album, il terzo con la nuova formazione nata nel 2007, dopo uno iato che durava dal 2000. E la loro musica sembra essere perfettamente centrata nel decennio della loro prima incarnazione, figlia di un periodo iniziato con la caduta del muro, e rappresentativa dell’eccitazione libertaria di un cambiamento epocale, ma che, ad un certo punto, si è lasciata superare dagli eventi. 'Stern' mette in fila una serie di composizioni convinte e convincenti, ma che a lungo andare, risultato un po’ piatte e ripetitive nel riproporre uno stesso schema. Ritmiche sintetiche doppiate da batterie vere, elettronica sottile che sporca i riff di chitarroni di stampo prog-metal, senza peró particolari guizzi di originalità. Meglio i pezzi in cui il contrasto tra le due componenti viene spinto al limite, come la danzereccia "Rage8FA", "NOZL" o "Feast of Burden", oppure "Contenu Inconnu", l’unico brano cantato, mentre purtroppo l’approccio totalmente strumentale non giova al resto della scaletta. Probabilmente la dimensione ideale per la musica dei quattro è quella live, dove i Kong sono famosi per i loro show dal forte impatto sonoro. Dal punto di vista tecnico comunque, nulla da eccepire, specie pensando che si tratta di un’autoproduzione, in quanto l’album è prodotto e suonato benissimo, e viene anche scongiurato il pericolo di un’eccessiva freddezza grazie ad un’ottima cura dei suoni. Bella anche la confezione in digipack apribile. Insomma, un lavoro ben fatto che potrebbe regalare diverse ore di divertimento ai cultori del rock contaminato con l’elettronica. (Mauro Catena)

(Self - 2014)
Voto: 70

https://www.facebook.com/KONGband