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venerdì 6 novembre 2026

Regiment - The Art of Arson

Ascolta "Regiment - The Art of Arson" su Spreaker.
#PER CHI AMA: Speed Metal/Thrash
Infilate i giubbotti di pelle chiodata, stringete le cinture di proiettili e alzate il volume al limite della denuncia: con 'The Art of Arson' gli statunitensi Regiment gettano benzina sul fuoco dello speed/thrash metal più becero, sanguigno e belligerante, mettendo in piedi una rissa sonora che puzza di sudore, birra stantia e borchie arrugginite. Niente leccate digitali o pulizie da studio moderno: la produzione qui è un pugno in faccia ruvido, d'acciaio e sfrontato, calibrato al millimetro per spararvi addosso riff affilati come rasoi, batterie a rotta di collo e una voce sguaiata e graffiante che sbraita di apocalissi distopiche, guerre e civiltà tecnologiche mandate al macero. Dopo i pochi secondi dell'intro "The Immortal", il disco ingrana la prima e parte a tavoletta con "Shred Fighter", una mazzata ad altissimo numero di ottani fatta di cambi di tempo fulminei, plettrate nevrotiche da puro speed anni '80 e un'alternanza vocale che cita senza troppi complimenti le vette acute del Re, King Diamond in persona. Non c'è nemmeno il tempo di riprendere fiato che arriva "Master Faster", un'incursione da arresto cardiaco che spinge i BPM oltre il limite del consentito, sorretta da un basso gommoso e pulsante e da un cantato che rasenta la pura isteria. La carneficina prosegue a velocità folle con "Neo Barbarians", altro attacco sfrontato a base di percussioni serrate e chitarre abrasive pensato al solo scopo di scatenare il pogo più selvaggio sotto al palco, esattamente come si faceva nel 1986. Il freno a mano viene parzialmente tirato solo con "War Fair", brano che sceglie di fare male puntando su un groove minaccioso, pesante e cadenzato, ma la sensazione d'aver preso una macchina del tempo e d'essere stati paracadutati quarant'anni indietro nel pieno della Bay Area o della Ruhr resta fortissima. Il resto della scaletta continua a sparare cartucce incandescenti senza sosta, regalandoci il ritratto di un gruppo che fonde la sporcizia del punk rock con la quadratura monolitica dello speed/thrash in un turbinio di energia goliardica e viscerale. 'The Art of Arson' è un manifesto d'odio e metallo rovente consigliato a occhi chiusi ai puristi della vecchia guardia e a chiunque consideri l'underground una questione di fede; gli amanti delle produzioni patinate e dei suoni perfettini sono pregati di girare al largo. Qui si pesta duro, e la fiamma dello speed metal brucia ancora altissima! (Francesco Scarci)

(Revolt Vynil Records - 2026)
Voto: 65