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sabato 18 aprile 2026

Velzevul - Pandemonium

Ascolta "Velzevul - Pandemonium" su Spreaker.
#PER CHI AMA: Symph Black
C'è una certa solennità nel guardare una cattedrale che brucia: non è solo il fuoco a incantare, ma la consapevolezza che quelle mura, nate per toccare il cielo, stanno diventando combustibile per un buio più profondo. Con 'Pandemonium', a 16 anni dalla loro fondazione, i russi Velzevul non si accontentano di urlare contro il divino, ma decidono di metterlo in scena, orchestrando una liturgia blasfema dove ogni tastiera è un rintocco funebre e ogni blast-beat un chiodo per sigillare la bara dell'ordine cosmico. Aspettatevi pertanto un black sinfonico che si contrappone alla ferocia tipica thrash dell'est Europa, che non ha mai perso un grammo di veleno. Le sette tracce si susseguono veloci, dalle intermittenze iniziali di "Nuclear Snow" e alle sue pomposità black sinfoniche, passando per la glacialità di "A Rotting Humanity" che si fonde con una grandeur orchestrale, che evoca quel barocchismo infernale della fine degli anni '90, con Limbonic Art e Dimmu Borgir, in testa al movimento. "Crystallization Of Desecration" è il manifesto del disco: qui le chitarre e le sinfonie s'intrecciano in una danza vorticosa, alternando ritmiche compatte a momenti più atmosferici che sembrano studiati per mozzare il fiato, mentre lo screaming efferato del frontman narra chissà quali storie. L'eco dei Dimmu Borgir si fa sempre più forte man mano che si prosegue nell'ascolto, con "The Insignificance of the Universe" e "Christian Luciferia", a evocare i bei tempi andati di 'Spiritual Black Dimensions'. Il viaggio si chiude con "The Valley Of Shadows", un crescendo di pathos che lascia con la netta sensazione di essere scivolati oltre il punto di non ritorno. Alla fine 'Pandemonium' è un disco che non cerca la sottigliezza, punta dritto alla gola con un sovraccarico orchestrale che preferisce il colpo di scena alla meditazione, ricordandoci che il caos non è disordine, ma una forma superiore di architettura. (Francesco Scarci)

(Satanath Records - 2025)
Voto: 68

giovedì 9 gennaio 2014

Pandemonium - Whispers

BACK IN TIME:

#PER CHI AMA: Death Doom
Dopo il Natale, i panettoni e le abbuffate, torniamo ad assaporare, un bel dolce dal gusto metallico, con le note di questo gruppo svedese (Lund), chiamato Pandemonium, e il loro ultimo ormai datato album 'Whispers'. Il cd è composto da 7 brani; superati i preamboli, immergiamoci nel lavoro dei nostri. Il cd sin dalla prima track “Whispers of the Damned” si fa subito notare per la sua violenza e per le atmosfere cupe che riesce a creare. I riff di chitarra suonano distorti e pesanti, la batteria si presenta brutale cosi come il growling, bello grezzo, anche se non mancano parti di voce pulita. Nota positiva per le parti di tastiera ben studiate e suonate, risuonano malinconiche nella brutalità dei pezzi. Le tracce da segnalarvi: “Organic Pain Collector” per quei suoi nostalgici tocchi di pianoforte, “Behold the Firestorm of Ages” per il suo dualismo ferocia/dolcezza e “Behind The Mask” song dal bel tiro. Queste sono le tracce più rappresentative del cd, nelle quali maggiormente si nota la veemenza e l'oscuro feeling che il cd è in grado di emanare. Unica nota stonata dell'album la mancanza di nuovi spunti, di una originalità assai lontana dalle band di primissimo piano, anche se il lavoro nel suo complesso risulterà comunque un valido esempio di death doom melodico con i classici lunghi pezzi che purtroppo alla fine ci riportano al pensiero “questa l'ho già sentito”, per quel suo sound troppo legato agli stilemi del genere. Mi aspettavo di assaporare una pietanza nuova e mi sono ritrovato a mangiare la solita minestra. Auspico pertanto che in futuro ascolteremo la band in una nuova veste, guidata da un nuovo impulso compositivo. (PanDaemonAeon)

(Self - 2008)
Voto: 60

http://www.pandemonium-metal.com/