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sabato 26 settembre 2015

Clouds Taste Satanic – Your Doom Has Come

#PER CHI AMA: Doom/Stoner
Torna una delle più belle realtà stoner/doom degli ultimi anni con un secondo album autoprodotto di qualità superiore. Nelle sei tracce medio lunghe della band strumentale di Brooklyn si trovano mille sfaccettature e varianti sonore tutte gravitanti attorno la vasta orbita dello stoner rock. Dalle cadenze rallentate del doom alle allucinazioni cosmiche dello space rock, le tipiche cavalcate stoner ed il tocco vintage a ricordare che il tutto nacque dai mitici Black Sabbath. Potreste dire che fino a qui è tutto normale ma in realtà 'Your Doom Has Come', pur non contenendo innovazioni musicali, risuona fresco e tonante, ricco di personalità, prodotto divinamente, senza lacune ne plagi. I Clouds Taste Satanic suonano come i Monster Magnet dell'ultimo album 'Last Patrol' ma più arcigni oppure come i mai dimenticati 7zuma7 e condividono con queste due leggende la stessa visione della musica suonata come rituale, un mantra che inebria e allarga la mente, un vortice di suoni e ritmi visionari, selezionati e calcolati a dovere per ottenere l'effetto psichedelico dovuto. Nulla è lasciato al caso, l'attitudine ipnotica, costantemente virata ai 70's ma senza imitarli, li rende unici ed anche quando si atteggiano a fare i doomster, riescono a far uscire il loro lato più rocker senza risultare banali e ripetitivi. Potremmo paragonarli ai primi Karma to Burn ma sono più acidi e meno heavy, avvicinarli ai primi esaltanti 35007, immaginando il glorioso combo olandese ovviamente con un suono più a stelle e strisce, magari per chi se li ricorda, riallacciarli al capolavoro dei geniali Core in 'Revival' del 1996 in una forma più attuale. In realtà, i quattro musicisti americani mostrano talento, orgoglio, creatività e voglia di esplorare nuove vie per un genere che il più delle volte negli ultimi tempi ha offerto solo patetici cloni. Sanno scrivere brani avvolgenti e cavalcano l'onda con abilità, mostrando anche una sensibilità ipnotica di tutto rispetto, compreso l'artwork creato sul capolavoro di Peter Bruegel, 'The Fall of the Rebel Angels' che si raccorda alchemicamente al mitico 'Forest of Equilibrium' dei Cathedral. Se amate il vintage ma non volete ascoltare delle false imitazioni e lo cercate proiettato nel futuro, più potente, rivisitato, allucinato e catartico, abbracciate questo album e fate di questa band il vostro oggetto di culto! Adorabili! (Bob Stoner)