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Visualizzazione post con etichetta Mascot Records. Mostra tutti i post
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sabato 29 marzo 2025

Vola - Friend of a Phantom

#PER CHI AMA: Djent/Groove Metal
'Friend of a Phantom', il quarto album in studio dei danesi Vola, consolida ulteriormente – se mai ce ne fosse stato bisogno – il loro sound unico, un mix eclettico di sonorità djent/progressive arricchite da sfumature pop che creano un insieme sonoro vibrante e complesso. L'apertura affidata a "Cannibal" incarna alla perfezione questa formula: un riff djent vigoroso squarcia l’oscurità, accompagnato da melodie accattivanti e dalla voce pulita di Asger Mygind, che si contrappone al growl iconico di Anders Fridén (In Flames). Questo dinamico equilibrio tra aggressività e melodia, già evidente nell'opener, diventerà un leitmotiv dell'intero disco, rappresentando uno dei tratti distintivi del quartetto di Copenaghen. Consapevoli della loro identità e delle loro capacità, i Vola confezionano una serie di tracce irresistibili, arricchite da chitarre incisive e melodie indimenticabili. Basti ascoltare "Break My Lying Tongue", il cui riff iniziale si imprime nella mente al primo ascolto, o lasciarsi catturare dall'intensità emotiva della ballad "Glass Mannequin". L’album si distingue anche per l’abilità nel creare contrasti evocativi, come nelle atmosfere sognanti di "We Will Not Disband" (e della bellissima e malinconica "I Don't Know How We Got Here") o nei synth lussureggianti che avvolgono "Paper Wolf". La versatilità della band emerge inoltre nelle derive post-rock di brani come "Bleed Out", che richiama vagamente l'approccio sperimentale di The Ocean. La qualità produttiva è eccezionale: ogni strumento emerge con una nitidezza impressionante in un mix curato nei minimi dettagli. L’effetto complessivo è un’esperienza immersiva che valorizza ogni sfumatura dell’opera e dimostra la maturità raggiunta dalla band. 'Friend of a Phantom' non è soltanto una conferma del talento dei Vola, ma anche un piccolo capolavoro che merita di essere esplorato e ammirato fino in fondo. (Francesco Scarci)

venerdì 27 settembre 2019

Damnation Army - Tyrant

BACK IN TIME:
#PER CHI AMA: Death/Black, primi Katatonia, Dissection
In attesa di ascoltare il nuovo (e a quanto dicono positivo) album della one-man band svedese dei Damnation Army, andiamo a ripescare il terzo album del buon Thomas Nyholm, intitolato 'Tyrant'. Il sound che esce dai solchi del cd è un black/death giocato su mid-tempo assolutamente non esaltanti. Non ho idea di cosa volesse ottenere il buon Thomas, però ho come la sensazione che l’esito finale volesse assomigliare ad un improbabile mix tra i Katatonia di 'Brave Murder Day' e i Dissection dei tempi migliori, con un tocco progressivo degli Opeth (quelli più primordiali però). Se così fosse, il risultato che ne verrebbe fuori avrebbe dello straordinario, in realtà 'Tyrant' comprende sette tracce anonime, noiose, senza alcun guizzo interessante. 40 minuti di giri di chitarra senza infamia e senza lode, poche (quasi nulle) le intuizioni positive di Thomas, scarse le emozioni trasmesse in quanto quello che manca a 'Tyrant' è la verve: mancano le linee di chitarra melodiche, quelle che ci sono non sono neppure toste ed incazzate, bensì sono piatte e ciò penalizza enormemente un disco in cui, con un pizzico di sudore in più versato, si sarebbe potuto anche salvare. Invece da non scartare qui c’è ben poco, se non la discreta voce di Thomas, troppo poco per consigliarne l’acquisto. Rimandati al nuovo a quanto pare guizzante album. (Francesco Scarci)

(Mascot Records - 2006)
Voto: 52

https://www.facebook.com/damnationarmyofficial/

domenica 6 maggio 2012

Marc Rizzo - Colossal Myopia

#PER CHI AMA: Guitar hero, heavy, hard
La Mascot Records si è incaricata di rilasciare il disco di Marc Rizzo che, per chi non lo conoscesse, è il fondatore degli Ill Nino e anche chitarrista eclettico dei Soulfly di Max Cavalera, nonchè Cavalera Conspiracy. In realtà, “Colossal Myopia” è una sorta di riedizione dello stesso lavoro uscito l’anno precedente, però con l’aggiunta di nuovi brani e un nuovo artwork. L’ascolto di questo cd è stata una grande sorpresa per me, che mal digerisco album interamente strumentali. La proposta di Marc è veramente interessante, per il suo elevato tasso tecnico (mi sembra di parlare di un calciatore), per l’eccellente qualità musicale e la varietà con la quale riesce ad assemblare i suoi pezzi, senza tralasciare l’ottima produzione. Ciò che più mi ha impressionato in questo disco, oltre ai virtuosismi di Marc, è la totale amalgama fra le chitarre heavy e il flamenco (ascoltatevi la title track e capirete immediatamente di cosa sto parlando), le bellissime chitarre spagnole, che danno quella sensazione di essere immersi in paradisi tropicali, a gustarsi una gustosa piňa colada sotto le palme e il sole di posti lontani... “Colossal Myopia” è un gran bel disco, suonato bene da ottimi musicisti, che raccoglie dodici tracce per più di un’ora di musica, spaziando da momenti hard in cui si possono ritrovare richiami delle band in cui Marc ha suonato, ad altri più delicati con soffuse melodie che deliziano i nostri palati (ad esempio la bellissima e malinconica “Synapse”); ma poi ci sono anche inserti di jazz, salsa e rimandi al sound solare di Santana, che ci mostrano quanto Marc Rizzo sia un chitarrista versatile, con radici ben salde nella musica metal, ma con una forte passione per il flamenco e per qualsiasi cosa che arriva diretta al cuore. Ragazzi questo è un album che vi farà emozionare, sognare e desiderare spiagge bianche, assolate e piene di bellissime ragazze... Un cd come “Colossal Myopia” mancava nella mia collezione, ora sono sicuramente più felice... (Francesco Scarci)

(Mascot Records)
Voto: 85