mercoledì 22 luglio 2026

Fiesta Alba – Drops of Sunshine in the City of Spectres

#PER CHI AMA: Math/Experimental
A circa un anno dall'uscita di 'Pyrotehcnic Babel', esce un nuovo mini lp dei Fiesta Alba, un disco che continua la strada della band in una direzione del tutto originale, fatta di sussulti math rock e visioni poliritmiche afro-dance, elettronica e indie rock, una mistura particolare che viene amalgamata con gusto e raffinatezza. Si parte con "The City of Spectres II", che incorpora ottime chitarre strizzanti l'occhio all'avanguardia, ai ritmi dei Talking Heads, alle strutture che si possono trovare in "Discipline" di Fripp e soci, e al suono impazzito degli Animals as Leaders, ovviamente in una forma meno metallica, per un brano che reputo il migliore dei cinque in cartellone per questo lavoro. Anche la seconda track, "Inch by Inch", stimola molto la fantasia, tra un fraseggio ipnotico ed elettronica da Commodore-64, sembra una cover dei Devo rivisitata dal caro Captain Beefheart (la voce è di Diego Pandiscia), con tanto di accenni di violino per un tocco di classicismo e (in)sana follia folkloristica in memoria del miglior rock in opposition d'annata. Nel terzo brano, "Uncontacted", si celano ritmi etnici africani evoluti, sciolti in una elettronica sperimentale e contornati da accenni di rock progressivo sempre alla King Crimson; da notare il gran bel lavoro di chitarra e basso, per un meltin' pot di sicuro effetto, proprio un bel brano cantato dalla brava Tiziana Lo Conte. "The City of Spectres I", che alla voce vede Alessandra Plini, il terzo vocalist ospite in quest'album, è un pop di ottima fattura che ricalca alcune sfumature dei pezzi precedenti, rendendo il tutto più fruibile ed immediato, più dub, più trip-hop, capitanato da una voce femminile calda e sensuale, con finale sicuro alla Massive Attack. "Kinder Surprise Egg "chiude il disco, aprendo con un recitato in un inglese volutamente maccheronico per poi evolvere in una specie di jazz pop frizzante dal gusto funky, che non avrebbe sfigurato in un disco dei Float up CP di Neneh Cherry, negli anni ottanta. Musica atipica per i tempi attuali, ricercata, intellettualoide, virtuosa e con la fusione tra i generi musicali forse troppo accentuata, quindi, non per tutte le orecchie, una musica che non possiamo definire crossover, per cui sarebbe riduttivo, ma per attitudine possiamo accostarla alle idee contorte del punk funkoide alla Rip Rig and Panic degli anni ottanta, o meglio, alla sua evoluzione naturale. Noi vecchi fan di questi intrugli sonori di nicchia, possiamo dire con immenso piacere, che ancora oggi sia il signor Fripp che Neneh Cherry e il nonno Don, hanno degli splendidi estimatori in questa band romana, una band che non conosce confini sonori, neppure barriere musicali. Da ascoltare ad ogni costo. (Bob Stoner)

(Neontoaster Multimedia Dept./Altipiani - 2026)
Voto: 75