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venerdì 7 luglio 2023

CRM - My Lunch

#PER CHI AMA: Electro/Post Psych Punk
CRM non è un nuovo ufficio deputato a chissà quale burocratica mansione, ma è l'acronimo per i romani Customer Relationship Madness che tornano con un nuovo album, 'My Lunch'. La proposta del quartetto si muove su coordinate stilistiche che, già dall'iniziale "Interference", strizzano l'occhiolino all'elettronica, per ciò che concerne la base ritmica, al dark/post-punk di "curiana" memoria, per ciò che riguarda la voce e lo psych rock, in fatto di solismi. Un approccio stilistico che mi mette subito a mio agio, mi rilassa e induce a immergermi con maggiore consapevolezza nel suono dilatato dei nostri, che vedono nel finale anche la presenza di una voce femminile (Elisabetta Caiani) a sublimare il tutto. "Buy" non fa che confermare le parole spese per l'opening track, con un sound energico, che ammicca sicuramente a destra e a manca al post punk, ma che comunque sconfina in altri generi, garage rock, elettronica, alternative e sperimentalismi sonori che potrebbero evocare addirittura il Duca Bianco (e se non sapete chi è, andatevelo a cercare). Ancor più spiazzanti le sonorità psych/space rock incluse in "Alone", complice l'uso massivo di synth, theremin e dronin, senza tralasciare un ipnotico basso in sottofondo che ne guida l'ascolto, ed un feeling che, per certi versi, potrebbe qui evocare i Doors. Mi piacciono, lo devo ammettere, anche se la cibernetica title track non mi fa troppo impazzire. Ha una durata un pochino impegnativa (oltre nove minuti), mentre per questo genere cosi complesso, opterei per brani più veloci per facilitarne la fruizione; ha sonorità poi molto più stralunate, il che potrebbe essere un pregio, ma la durata cosi importante necessita comunque di un grande sforzo nell'ascolto, soprattutto se i mutamenti in seno al brano virano verso la musica EBM/techno/dance. Ecco, 'My Lunch' non è proprio un disco da mettere per un picnic nel prato, è qualcosa che entra sotto la pelle, richiede una buona dose di concentrazione per assuefarsi ai suoi umori. Dopo essersi immersi nel mondo dronico di "My Lunch", ecco "Mirror", decisamente più rilassata nel suo incedere malinconico, che mostra peraltro più di una certa reminiscenza con i Depeche Mode. Anche qui, oltre otto minuti che, vista la ridondanza del pezzo, avrei interrotto almeno con un paio di minuti di anticipo. "Weirdo", che significa strano, lo è di nome e di fatto grazie a quella sua andatura sbilenca nella prima metà; poi assistiamo all'enesimo fenomeno di trasfigurazione musicale che evolve in stranite atmosfere. Una bella tromba apre "Vanity Wheel" e l'atmosfera è quella da lounge bar, locale fumoso, luci soffuse, una voce alla Robert Smith, che si alterna con quella della particolare Elisabetta, in un pezzo dotato sicuramente di un certo carisma e che vede altri richiami ai Frankie Goes to Hollywood. Potrebbe essere un'eresia, però provate a dargli un ascolto e dirmi se non ho ragione. In chiusura, un altro paio di pezzi: "Dreamers", parafrasando il suo titolo, ha un che di onirico che mi ha risvegliato nella memoria due vecchi pezzi dei Simple Minds, "Big Sleep" e "Hunter and the Hunted"; potrete immaginare quindi il mio piacere. Infine, "Jesus's Back", mosso da un ultimo afflato che chiama in causa il movimento trip hop guidato da Portished/Massive Attack, e lo fa convivere con un psych rock tanto sbalestrato quanto accattivante, che sancisce le eccelse qualità compositive di questi folli CRM. (Francesco Scarci)

(Overdub Recordings - 2023)
Voto: 75

https://crm-music.bandcamp.com/album/my-lunch