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giovedì 4 agosto 2016

Prisoner Of War - Rot

#PER CHI AMA: Death Old School, Incantation
Il disco di quest'oggi ci conduce direttamente dall'altra parte del mondo, a scoprire una band che il sito Metal Archives mette già "On hold" con le attività, sebbene 'Rot' ne costituisca il debutto in questo 2016. Il terzetto neozelandese si diletta con un sound death metal spaccaculi, con tematiche legate alle Guerre Mondiali. Lo si deduce non solo dal loro monicker ma anche dal titolo della prima traccia, "Slow and Painful Death by Gas", che verosimilmente tratta il tema della morte lenta e dolorosa indotta dal gas nervino nei campi di concentramento nazisti. Queste tematiche forti sono poi accompagnate da un sound altrettanto brutale che ha modo di sfociare anche in territori più thrash metal orientated. "Evil Sky" mostra chitarre taglienti già dal suo incipit, che hanno modo di offrire sprazzi di melodia fin qui tenuti più in secondo piano, per far posto invece a ritmiche serrate, di cui sottolineerei la roboante prova dietro alle pelli di tal MG-42 (anche qui si sprecano i riferimenti all'industria bellica nazista e alle loro mitragliette) e a delle normali growling vocals. I tre di Auckland proseguono a colpire come forsennati anche nelle successive song, delineando un sound che si muove tra partiture più ragionate e mid-tempo con accelerazioni più efferate e brutali, come nella breve e caotica "Twisted Mass of Burnt Decay" o nella title track. 'Rot' è alla fine un disco (in formato 12") di per sé genuino, ma che poco ha da dire ad un mercato sempre più saturo per ciò che concerne le uscite in ambito estremo. Per pochi nostalgici del death metal degli anni '90. (Francesco Scarci)