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mercoledì 31 agosto 2016

Bone Man – Shapeshifter

#PER CHI AMA: Psych Stoner/Grunge
Album uscito ormai quasi da un anno, questo dei Bone Man, trio basato a Kiel nel nord della Germania, ma di cui sarebbe davvero un peccato non parlare. Si tratta infatti di un lavoro oltremodo affascinante, che prende le mosse da un hard-psych influenzato tanto dallo stoner dei Kyuss quanto dal grunge di Seattle, nel quale si respira un ché di viscerale, una rabbia ancestrale che sembra affondare le proprie radici in oscuri culti nordici e che riesce a conferire al disco una magia tutta particolare. È una musica tutto sommato semplice, quella dei Bone Man, in cui gli ingredienti sono pochi, ben riconoscibili ma dosati sapientemente. Le chitarre macinano riff oscuri e si lasciano trasportare spesso da impeti psichedelici che rimandano sovente agli Screaming Trees, la ritmica è tonante e precisa e la voce davvero bella e affascinante, dotata di una pasta grumosa, un timbro cavernoso e potente che ricorda in qualche modo Glenn Danzig. Quello che fa la differenza, come sempre succede, sono le canzoni. E qui ce ne sono di davvero belle e memorabili. La tripletta iniziale, per esempio, è fenomenale: la title track e "Bad Fashion" sono ottimi esempi di quell’effetto selvaggio e soprannaturale che i tre riescono a conferire ad un genere che non avrebbe più niente di nuovo da dire. Allo stesso modo "The Wicker Man" è un trascinante capolavoro che riesce a porsi al di fuori dal tempo e ricorda in qualche modo i canti dei pirati del settecento. Il resto del programma non delude e riesce a mantenersi su livelli di eccellenza pressoché costanti fino alla fine. Una splendida sorpresa, un disco dalla bellezza solenne e selvaggia da ascoltare a ripetizione e custodire gelosamente, in attesa di un seguito che, stando ai rumors, non dovrebbe farsi attendere molto a lungo. (Mauro Catena)

(Pink Tank Records - 2015)
Voto: 75

https://bonemankiel.bandcamp.com/album/shapeshifter