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lunedì 8 giugno 2015

Naïve - Altra

#PER CHI AMA: Post Rock/Progressive/Alternative, Demians, 
Marzo 2015: accade che ancora una volta in Francia, nuove leve crescano e mietano vittime. La brezza fresca questa volta arriva da Tolosa e risponde al nome di Naïve, un trio per cui sono già state spese ottime parole, una musica che si muove tra il metal, il progressive, l'elettronica e addirittura il trip-hop. Sette i brani a disposizione per dire chi sono questi ragazzi giunti al loro terzo Lp, mostrare le proprie qualità, emozionare e sapere di esserci riusciti, e ora avere anche la consapevolezza di aver trovato almeno un nuovo fan nel sottoscritto. 'Altra' è il titolo della nuova release, "Elevate/Levitate" il nome della lunga opening track: una musicalità lineare, semplice, che si insinua nella testa, un riffing vivace, un clima malinconico, un vocalist, Jouch, ricco di talento, grazie alla sua voce calda e sensuale, che da sola regge l'intelaiatura di tutto il disco. Brividi affiorano sulla mia pelle per le melodie toccanti che risvegliano ricordi lontani, quelli del debut dei conterranei Damiens. Un riffing di natura djent apre "Yshbel", poi non appena il vocalist si impadronisce della scena, ecco un fluire liquido di effetti vari in sottofondo, che rendono il tutto più accessibile a larghe masse, dall'hard rocker al deathster più open mind. La malinconia che risiede nelle note delle chitarre e nella voce di Jouch, è il filo conduttore dell'album, un lavoro quasi perfetto che ha un solo evidente difetto (sarà poi vero?), riscontrabile fin dalle prime due tracce, la lunghezza. Sbrodolano un po' troppo i nostri, rischiando in questo modo di stancare sul lungo termine; con un sound cosi accessibile sarebbe infatti stato meglio svilupparlo nella metà del tempo. Fatto sta che le canzoni continuano a prendermi: anche la terza track, "Mother Russia", affida la sua ritmica a tenui basi elettroniche che contribuiscono a dare quel pizzico di post rock alla release che non guasta mai. Ma ancora una volta, più di ogni altra cosa, anche se le atmosfere vi garantisco siano davvero splendide, è la magnetica voce del frontman transalpino (tra l'altro anche autore della bellissima cover) a conquistarmi, a dare quel quid in più per rendere 'Altra' una release davvero speciale. "Monument Size" è un brano molto più aggressivo, sorretto da una ritmica agguerrita, che vede nel drummer Mox un altro punto di forza dei nostri. Nello stretto giro di un paio di minuti però, l'epica cavalcata dei nostri si trasforma in un tribale e multicolore flusso trip-hop di scuola Massive Attack/Portishead, che eleva i Naïve ad altissimi livelli di originalità e li spinge in alto nella mia personale top ten di questo primo semestre 2015. "Surge" esplode con arroganza nel mio lettore, con un riffing sincopato che nuovamente richiama le poliritmie "meshugghiane", ma il sound dei Naïve è cosi mutevole che nel giro di pochi istanti cambia radicalmente l'atmosfera e l'elettronica, in combinazione con alternative e post rock, ci consegnano un pezzo splendido, che mi fa rimangiare quanto scritto in precedenza sulla eccessiva lunghezza dei pezzi. Ben vengano infatti le lunghe divagazioni dell'ensemble francese: ascoltare un loro brano è come leggere un libro thriller che regala costanti emozioni, che tiene col fiato sospeso e concede imprevisti colpi di scena. Colpi di scena come quelli di cui potei godere lo scorso anno con un altro splendido album di scuola francese, i Lost Ubikyst in Apeiron e per cui c'è un sottile filo conduttore che accomuna le due band. "Waves Will Come" nel frattempo ha ancora da offrire molto dell'essenza dei Naïve: una traccia in cui il vocalist sembra addirittura Sting, mentre la ritmica si muove gentilmente tra elettronica, metal progressivo e alternative rock, muovendo scomodissimi paragoni con Anathema, Porcupine Tree, Tool, Tesseract, Meshuggah e Gojira. L'ultima traccia è proprio la title track, in cui un violino fa la sua comparsa integrandosi alla perfezione negli oltre dodici minuti di musicalità da brividi, in una song che segna l'epilogo per un disco a cui tutti voi dovete dare necessariamente una chance, senza esitazione alcuna. (Francesco Scarci)

(Self - 2015)
Voto: 90