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mercoledì 24 settembre 2014

Ever-Frost - Departing of Times

#PER CHI AMA: Melo Death, Sentenced, In Flames
Con grande piacere mi trovo ad analizzare un lavoro di una band italiana, più precisamente di Modena; gli Ever-Frost, grazie alla Beyond Productions, fanno arrivare il loro CD accompagnato da una curata lettera di presentazione, il che non guasta affatto. Attivi dal 2008 con questo nome, alcuni membri della band sono stati impegnati però fin dal 2003 in una cover band dei Sentenced, che risultano essere infatti una delle maggiori fonti di ispirazione per il nostro combo italico. Proponendo un solidissimo melodic death metal, con sfumature profondamente scandinave, questi ragazzi sfornano un bel CD senza fronzoli e particolarmente curato nei suoni e sotto il punto di vista grafico dell'artwork; devo ammettere che ho provato particolare piacere negli ascolti di questo 'Departing of Time', perché suonato e prodotto con grande perizia tecnica e, soprattutto, buonissimo gusto. Mai eccessivo, mai involgarito da vocals troppo gutturali o screaming al limite del decente, sempre piacevolmente misurato nel proporre un genere che troppo spesso propone cadute di stile. Un intreccio di riffs spaccaossa e linee di basso cristalline, rullate e doppia cassa asfissianti, clean vocals e parti più “decise” sotto il punto di vista del timbro, modellano un sound classico ma allo stesso tempo dannatamente moderno. Ascoltando il CD, si capisce benissimo che è un lavoro dei giorni nostri, ma con ben più di un riferimento ai tempi d'oro di questo genere, quando bands del calibro dei già citati Sentenced, Nevermore, In Flames e Machine Head, sfornavano disconi destinati a rimanere nel tempo. Cresce con gli ascolti, 'Departing of Times', col rischio ben accetto di potersi innamorare di questo lavoro; l'unico appunto che mi voglio arrischiare di muovere ai ragazzi, è quello di osare maggiormente per quanto riguarda l'originalità delle composizioni. Voglio essere chiaro, niente e nessuno potrà dire che questo non sia un disco valido, anzi, solo che quel maledetto alone di “già sentito” rischia di affacciarsi qualche volta durante i 52 minuti di durata del full lenght. E' solo un consiglio, che spero accettino di buon grado, perché per quanto riguarda il resto, davvero, fatico a trovare un punto debole (e per fortuna aggiungerei), e non posso fare a meno di citare le bellissime “The White Light Beyond the Wall”, dallo swedish sound assai spiccato e la mia preferita “Tear Down the Sky”, seguite a ruota dalla valida title track e da “Cosmic Evolution”. Una gradevolissima sorpresa per il sottoscritto che non conosceva la band, poiché da troppo tempo, purtroppo, non ascoltavo qualcosa di veramente interessante prodotto da gruppi nostrani; una bella sorpresa che si dovrà confermare e migliorare ulteriormente con il prossimo lavoro della band, che attenderò con la giusta trepidazione: pollice all'insù per gli Ever-Frost!!! (Claudio Catena)

(Beyond Productions - 2013)
Voto: 75