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mercoledì 25 febbraio 2026

Kowloon - Let's Sing! Let's Move Forward! / And Winter Turned Into Spring

#PER CHI AMA: Raw Black
Li avevo pescati per sbaglio lo scorso ottobre su Bandcamp, e li avevo recensiti più per curiosità che per meriti. I Kowloon infatti sono una band nord coreana che mi ha fatto subito simpatia pensando al loro cicciottello leader, non certo per le condizioni indecenti in cui vive la popolazione. Nel frattempo, la band deve averci preso gusto a registrare, visto che a novembre ha fatto uscire '노래하자! 전진하자!', una raccolta di tre pezzi dedicata alla madre patria, al compagno segretario generale, al Partito dei Lavoratori di Corea e alle amate madri in occasione della celebrazione della festa della mamma del 16 novembre. Ecco, regalare un compendio di musica black metal alla festa della mamma credo sia cosa alquanto originale, non so poi se sia stata cosa gradita. Se i primi due pezzi sono un inno al raw black di Windir ed Emperor, il terzo sembra invece una melodia popolare, con vocals pulite cantate rigorosamente in lingua madre, ma che ricorda un po' la sigla dei cartoni animati giapponesi dei primi anni '80. La band di Rason è tornata a mostrare anche recentemente i propri muscoli con altri due pezzi e un'altra dedica a Kim Jong-il, l'eterno segretario generale dell'amato Partito dei Lavoratori di Corea. E la proposta del terzetto sembra virare qui verso un black metal più atmosferico, sempre registrato grezzamente ma che almeno nel primo pezzo, sfodera uno strepitoso assolo, delicati arpeggi e un mid-tempo alquanto inatteso. Di tutt'altra pasta il secondo, con un black acuminato di scuola Mayhem, inviperito e selvaggio, grazie a uno screaming violento e a un sound malato ma alla fine, devo ammettere affascinante. E allora attendiamo con interesse una nuova release per confermare le doti o meno di questa abominevole creature nord coreana. (Francesco Scarci)

(Self - 2025/2026)
Voto: 65

mercoledì 22 ottobre 2025

Kowloon - Invocation of Baekdu

#PER CHI AMA: Raw Black
Non potevo non scrivere una recensione su una band nord coreana, soprattutto alla luce della copertina ridicola del disco, di contenuti musicali al limite dell'indecenza, ma comunque di un fascino esotico sprigionato da una release che alla fine, non mi ha lasciato indifferente. Sto parlando dei 구룡 (che tradotto in inglese dovrebbe essere Kowloon, come il nome di una delle aree urbane di Hong Kong, chissà  poi se ci sia qualche attinenza) e del loro EP di debutto, '백두의 소환' (tradotto nell'inglese 'Invocation of Baekdu', dove quest'ultima rappresenta il nome della montagna sacra più alta della Corea del Nord). Il genere musicale proposto? Un raw black metal che sembra ricondurci indietro nel tempo di 35 anni, ai tempi delle prime uscite norvegesi di Mayhem e compagnia. Tre brani e nove efferati minuti di black metal crudissimo e registrato malissimo, con la band che ci tiene a sottolineare che lo studio di registrazione è stato utilizzato durante gli orari consentiti, rispettando rigorosamente le normative durante l'intero processo creativo e che le attrezzature sono di proprietà statale. Le chitarre sono invece taglienti e melodiche nel secondo brano, con un riffing acuminato che richiama Emperor e Dissection allo stesso tempo, e delle vocals straordinariamente buone. Ecco, se mettiamo da parte la copertina del disco, la pessima registrazione, la prima abominevole traccia, e il cantato in lingua madre, con questo secondo pezzo si assiste quasi a un miracolo. Con la terza song ci lasciamo infine braccare da un pirotecnico black/thrash strumentale che evoca ancora una volta gli spettri scandinavi degli anni '90. Chissà se alla fine questi Kowloon siano realmente un progetto nord coreano o una burla in stile Ghost Bath, fatto sta che andranno obbligatoriamente seguiti da molto vicino, giusto per capire se il regime li avrà nel frattempo eliminati per questo loro atto di ribellione nel rilasciare un disco black. (Francesco Scarci)

(Self - 2025)
Voto: 61