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lunedì 8 aprile 2019

Harmdaud - Skärvor

#PER CHI AMA: Epic Black/Viking/Death, Windir
Dalla piccola cittadina di Skellefteå, ecco arrivare il progetto di Andreas Stenlund, gli Harmdaud, di cui lui è mente ed esecutore unico. 'Skärvor' è il secondo album (dopo 'Blinda Dödens Barn' del 2017) per il factotum svedese, uno che tanto per dire, è stato il chitarrista live di Vintersorg, elemento questo da tenere a mente. Ma andiamo con ordine e prima cosa, lasciamoci sopraffare dall'opener "Kraft", una traccia spettacolare di black epico dai tratti sinfonici che ha da regalare splendide melodie e dirompenti inni, omaggio ai guerrieri vichinghi. Il riffing prosegue compatto in "Stöpt", mantenendo intatta la matrice viking che alla fine ammanterà l'intero lavoro. Ciò che verosimilmente cambia tra una traccia e l'altra è l'approccio chitarristico, a metà strada tra black e death. In questa seconda song ci sento un che dei Windir, anche se le chitarre sono qui meno taglienti rispetto ai colleghi norvegesi. La voce poi è più votata al growling tipico del death metal piuttosto che allo screaming efferato del black, questo per dire che la proposta del mastermind viaggia in bilico tra i due generi, senza che uno prevalga alla fine sull'altro. In "Bränt Till Grund", un'infuocata traccia nera come la notte, ecco affiancarsi al cantato ringhiato di Andreas il buon Vintersorg alla voce (che ritornerà anche nella movimentata "Sprickorna I Verkligheten"), con la sua inconfondibile timbrica epica e pulita, con la song che vive di continui cambi di ritmo in un incedere a tratti selvaggio. La title track ha un intro che esula da death o black, sembra quasi di derivazione sperimentale, alla Devin Townsend per intenderci. Però quando le vocals demoniache di Andreas fanno la loro comparsa, il riffing si fa più serrato, anche se non è proprio da ascrivere al metal estremo, ha un'origine più classica e comunque fuori dall'ordinario, a sottolineare la maturità artistica del factotum svedese. "Koloss" è un pezzo thrash death, sembra quasi che il cantato di Andreas poggi sulla ritmica degli Over Kill, giusto per spiegarvi la mia incredulità nell'ascoltare un brano che ha tempo anche di ammiccare agli Old Man's Child e di rallentare vertiginosamente in un break dal forte sapore doom. Ancora una volta, il risultato è positivissimo, al di sopra della media, per cui non ci resta che godere appieno della bravura del musicista nordico. Ancora viking sound questa volta vicino agli Amon Amarth (ma con un tocco alla Rotting Christ), in "Natten Oss Genomströmmar", ove Andreas tenta, ma non vi riesce appieno, di proporre un cantato vicino a quello del suo illustre ospite Vintersorg. "Näven Kring Min Hals" parte decisamente più tranquilla, prima di esplodere nell'ultimo giro di chitarre e growling possenti, in cui la melodia la fa comunque da padrona anche nel break centrale che prepara allo scoppiettante finale, dove alla voce di Andreas, si affianca il ruggito delle chitarre. Per quanto mi riguarda, 'Skärvor' necessita solo di un paio di consigli finali: aggiungere un batterista in carne e ossa e migliorare la grafica della artwork di copertina. Per il resto, una sorpresa totalmente inaspettata: ottimamente prodotto (anche qui grazie allo zampino del buon Vintersorg), ben pensato ma soprattutto ben suonato, gli Harmdaud hanno tutte le carte in regola per far ancora meglio in un immediato futuro. (Francesco Scarci)

(Art Gates Records - 2019)
Voto: 78

https://harmdaud.bandcamp.com/releases