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mercoledì 18 marzo 2026

Georgeanne Kalweit - Tiny Space

#PER CHI AMA: Psych Folk Pop
'Tiny Space' è il primo album a nome proprio della cantante e pittrice statunitense Georgeanne Kalweit, che nel bel paese è ricordata peraltro come la voce dei Delta V. Oltre ad aver collaborato in altre molteplici collaborazioni, la cantautrice s'immerge in un ambiente sonoro dai toni moderati e intimistici, con una leggera e progressiva contaminazione proveniente dalla psichedelia e dall'elettronica, esponendo anche un certo amore per il pop a tinte alternative folk, ottenendo così degli apprezzabili risultati. Da destra a sinistra possiamo notare influenze e circostanze musicali condivise con alcuni autori tra cui P. J. Harvey, e un tratto marcato e ad ampio respiro internazionale, rivolto al pop di classe alla K. D. Lang, uniti ad una buona ricerca sonora che rimanda all'ipnotica e leggendaria psichedelia di fine anni '60, quella di "Sunday Morning" dei Velvet Underground, per intenderci, come accade nel brano di apertura "Tiny Space", dove è impossibile negarne l'evidenza. Anche nell' intro di "Heavenly Thoughts", la mente corre al ricordo di quegli anni, con una interpretazione vocale che non verrà disprezzata dagli estimatori della Nico più noir. Stilisticamente, si possono vedere anche le influenze intrinseche nel background della Kalweit, di certo un sound più lounge, anche se mi piace accostarla nei momenti più intimistici del disco, alla voce delle ultime uscite di Tanita Tikaram ("Egoverse"), che per il sottoscritto rimane un'artista molto sottovalutata. Altra cosa stilistica che si fa notare in quest'album, è il suo essere meravigliosamente ricoperto da una fragile nostalgia mattutina, anche nelle parti più allegre, vedi la splendida "Crystal Clear", che unisce quel sentore di musica sofisticata, contemporanea, che fa dilatare le pupille e che possiamo trovare nei lavori solisti di Bjorn Riis (Airbag), l'altra è che contiene tanta malinconia latente, che mi ha fatto correre con la mente al gioiellino pop datato 1985, che pochi ricorderanno, del gruppo britannico Everything But the Girl, dal titolo 'Love Not Money'. Il progredire del disco si sposta nelle ultime due tracce, "International Intrigue Time Zone" e "Bullet Holes", verso orizzonti divisi tra elettronica minimale, ambient sperimentale e synth wave che divergono ma non contrastano con il resto dell'opera e lasciano intravedere nuovi orizzonti artistici per la cantante statunitense. Alla fine, 'Tiny Space', risulta un ottimo lavoro che si fa apprezzare da varie angolature e che riporta le bandiere del pop rock e del folk contaminato ad un livello di qualità molto alto. È un album da ascoltare attentamente, perché i dettagli fanno la differenza. Una voce profonda ed entusiasmante, pop intelligente e psichedelico rock d'autore, le chitarre cristalline e una moderna, soffice, elettronica sperimentale. A voi tutti, un buon ascolto. (Bob Stoner)

(Nos Records - 2026)
Voto: 70