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domenica 3 luglio 2016

Ragin' Madness - Anatomy Of A Freaky Party

#PER CHI AMA: Southern Hard Rock
Farsi rapire da una band al loro primo live senza averli mai sentiti, non è una cosa scontata, ma per i Ragin' Madness (RM) è stato sin troppo semplice. Ma andiamo con ordine. Il quintetto nasce nelle terre padovane attorno al 2014 e raccoglie musicisti che hanno militato in varie band della zona. I RM si buttano a capofitto nella composizione di brani propri e dopo neppure un anno, danno alla luce il loro EP di debutto. Visto che il feeling era tanto e il riscontro del pubblico è stato immediato, in poco tempo arriva anche il full length 'Anatomy Of A Freaky Party', quattordici brani di ottimo hard rock misto ad un southern/metal che rappresentano appieno il modo di essere della band. Infatti, durante il loro concerto all'Isola Rock Winter Edition 2016, complice anche la location, il live set dei nostri ha letteralmente infuocato il pubblico, soprattutto grazie alla loro presenza scenica su di un palco parecchio figo. L'energia scorre a fiumi quando sono on stage, in parte grazie alla vocalist che sembra una scheggia impazzita, salta e balla come non ci fosse un domani, ma anche il resto della band non è certo da meno. Ma parliamo della loro musica, altrimenti rischio di fare un live report piuttosto che una recensione. Il CD apre con "The Guys are in Da Club", un pezzone classic hard rock con le chitarre solide e pregne di groove, e una batteria che conduce con linearità, ma si tratta puramente di una questione stilistica. Fin da subito spicca la gran voce della cantante, Giulia Rubino, dotata di una timbrica potente e modulata che certe colleghe si sognano solo di notte. Cosciente di questo, la cantante gioca letteralmente con i vocalizzi e le linee melodiche, facendo capire che ritmiche veloci sono il suo pane quotidiano. Le due chitarre se la spassano come due compagni di giochi che condividono una giornata insieme, il tutto condito da un basso pulsante e arrogante quanto basta. Un perfetto equilibrio di carezze e schiaffoni, ecco come potrei riassumere questi duecento secondi di rock, un'alternanza di melodie e ritmiche facilmente individuabile, la colonna sonora perfetta per una personalità bipolare. "Never Say no to Manta" la ricordo chiaramente durante il live, in quanto la band ha inscenato una sorta di siparietto dove appunto Manta (il bassista) veniva adorato per placare la sua collera. Un'altra calvacata rock dove basso (5 o 6 corde, non ricordo) in compagnia del bravissimo batterista, hanno srotolato BPM come se i cavalieri dell'apocalisse avessero finalmente dato fiato alle trombe. Di pari livello i due chitarristi che si alternano tra sezioni ritmiche e assoli degni del buon vecchio Slash. "Down in the Hole" è una song fortemente nu metal che vede la collaborazione di un secondo vocalist che duetta alla grande con la nostra beniamina, il tutto sempre condito dall'autoironia dei RM che avrete ben modo di apprezzare ben presto. L'intervento del sax sdogana un altro strumento non propriamente rock, anche se band come gli Shining (norvegesi) ne hanno fatto il simbolo della propria musica. Parecchi altri pezzi sono inclusi in questo 'Anatomy Of A Freaky Party', tutti veloci e potenti, tranne "We Can be Heroes", una straziante ballad ove pianoforte e voce, duettano come fossero un'unica entità. Questo a dimostrare che la band si diverte un sacco, ma sa anche concedersi i giusti momenti di raccoglimento ed introspezione. Bell'album, forse non sarà una produzione che brilla in fatto di sperimentazione e creatività, ma qui abbiamo cinque musicisti di alto livello che hanno sicuramente capito che il pubblico vuole sia un bello spettacolo che della gran musica, senza tralasciare il puro divertimento rilasciato dai Ragin' Madness. E noi non possiamo far altro che apprezzare e portare a casa. (Michele Montanari)