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domenica 12 luglio 2015

Pavillon Rouge - Legio Axis Ka

#PER CHI AMA: Black/EBM/Industrial, Blutengel, Suicide Commando, Aborym
Che la violenza regni sovrana: deve esser stato il motto dei francesi Pavillon Rouge quando hanno concepito questo nuovo, secondo capitolo, della loro discografia, intitolato 'Legio Axis Ka'. Nove sorprendenti tracce che si dimenano nell'ambito di un furente black industriale danzereccio. Certo, stride un po' scritto cosi, ma il quartetto di Grenoble ci attacca con un black efferato che trova nella programmazione del drumming il punto di contatto con la musica techno-industriale. Quel che è certo è che da quando "Prisme Vers l'Odysée" farà il suo ingresso nel vostro stereo sino al termine del disco, non troverete alcuna sosta nell'arrembante proposta dei nostri. Verrete infatti investiti da blast beats sintetici, da vocals ostili, da ipertrofiche velocità ritmiche e da splendide melodie di una band dalla forte attitudine industriale miscelata alla perfezione con l'iconoclastia del black. "L'Enfer Se Souvient, l'Enfer Sait", sebbene l'inizio dotato di una ritmica marziale, esplode nella rabbia distruttiva di un suono che potrebbe richiamare gli Aborym più elettronici, i Plasma Pool e i Mysticum. Un coro che sembra inneggiare al Sole apre "Mars Stella Patria", pezzo più controllato, quasi rock se solo non avesse l'immancabile componente elettronica in sottofondo e se nella sua seconda metà non invadesse nuovamente territori della dance music e dell'EBM. "A l'Univers" è il tipico pezzo che si potrebbe ballare in una discoteca hardcore con i beat che vanno a ritmi infernali, ed enfatizzano la veemenza della proposta di questi pazzi scalmanati. Se avete un'idea del sound di Suicide Commando ed Hocico, traslati in veste black, potrete intuire di che cosa stia parlando. "Aurore et Nemesis" è un pezzo oscuro che mi ha evocato nella mente i Samael della loro svolta elettronica, un brano dotato di un refrain accattivante che ho semplicemente adorato e che lo pone in cima alle mie preferenze di questo 'Legio Axis Ka'. Si torna ai beat discotecari "tuz tuz tuz" con "Droge Macht Frei", anche se poi un ottimo assolo rock distoglie la mia attenzione dalla disco dance incorporata nelle violente partiture industriali. "Kosmos Ethikos" (strumentale) e "Notre Paradis" sono un paio di pezzi interlocutori, accattivanti, ma piuttosto brevi che preparano piuttosto alla conclusiva "Kluz Santur", l'ultima efferatezza sonora di questo interessantissimo 'Legio Axis Ka'. (Francesco Scarci)

(Dooweet Records - 2015)
Voto: 75

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