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giovedì 30 luglio 2015

Daemonium – Имя Мне Легион

#PER CHI AMA: Black Metal, Belphegor, Marduk
La giovane formazione ucraina dei Daemonium (nata nel 2011) arriva al debutto discografico e non sbaglia il bersaglio, sfornando un album convincente (uscito nel 2014), 'Имя Мне Легион' (sta per "My Name is Legion"), dai tratti ben delineati e carichi di energia. Certamente la vecchia guardia del black metal scandinavo, quello anni novanta per intenderci, trova un degno seguace nel progetto Daemonium che prepotentemente mette la dotata, gutturale e violenta voce del batterista Tenebrath, davanti ad una schiera di riff tritatutto che fanno tabula rasa su tutto, dopo il suo ascolto. L'uso della lingua madre non mi lascia grosse possibilità nella comprensione dei testi, ma la malvagità con cui vengono esposti nel quarto brano dal titolo "Тёмный гений" e nel quinto "Пристанище зла" è davvero magistrale. Il tono epico e l'intensità, unite ad una velocità folgorante del drumming, esaltano un songwriting da mainstream del genere. Un'atmosfera lacerata in costante equilibrio con la melodia, dona poi all'intero lavoro una sensazione di credibilità esaltante che, in concomitanza ad una produzione moderna, potente e di ottima fattura, eleva l'album dalla massa delle realizzazioni anonime. La band formata da Tenebrath/vocals, batteria – Storm/chitarre, samples – Inferatu/basso, ne esce rivitalizzata e pronta per accedere all'olimpo degli dei neri, grazie a un tocco di personalità inaspettato, considerando la forte influenza del black metal old school. Mi piace accostarli, anche solo per attitudine sonora, ai Belphegor, per il suono corposo e moderno, una visione classica del black rinvigorita da soluzioni stilistiche moderne, dove tutti gli strumenti si ascoltano a dovere e l'insieme di voce e suoni lavorano per creare cavalcate epiche, drammatiche e potenti, senza mai perdere l'orientamento musicale, senza cadute né lacune. Un monolite di malignità carico d'atmosfera, senza forme barocche inutili e pretenziosi virtualismi sterili, solo uno splendido impatto, marziale, gelido e curatissimo. Sette brani più due bonus: una versione ambient di "Пристанище зла" e "Изувеченный", song dal fascino perverso e crudele, adatte ad una colonna sonora di un film di Herzog. Trentotto minuti lodevoli racchiusi in un digipack dall'artwork notevole nelle foto e nei testi (rigorosamente in lingua madre) licenziato via BloodRed Distribution. Ottimo album, decisamente un debutto esaltante! (Bob Stoner)

(BloodRed Distribution - 2014)
Voto: 80