Cerca nel blog

mercoledì 19 settembre 2012

Evadne - The Shortest Way

#PER CHI AMA: Death/Doom, Draconian
Ancora Solitude Productions ad allietare quest'ultimo scampolo d'estate, che nonostante i vari Caligola o Nerone, ha ormai assunto i connotati di una gelida stagione invernale. Arrivano questa volta dalla Spagna i nuovi interpreti del death doom europeo, con quello che rappresenta il loro secondo lavoro, “The Shortest Way”. Gli Evadne sono l’ennesima buona band in questo sempre più affollato panorama, in grado di proporre un sound cupo, atmosferico e al contempo epico e maestoso, che vede anche negli svedesi When Nothing Remains, un’altra preziosa e valida alternativa. Anche qui come per i colleghi svedesi, l’influenza principale rimane quella dei Draconian, con un sound sicuramente meno statico, rispetto a quello dei colleghi oltre la ex cortina di ferro, pregno comunque di mestissime melodie, cosi come il genere richiede, ricco delle consuete ed ormai immancabili parti acustiche che creano quelle strazianti atmosfere e dalle ferali e profonde growling vocals, che in taluni casi (l’inizio di “This Complete Solitude” o di “Gloomy Garden”), non disdegnano neppure il cantato pulito, che contribuisce sicuramente a donare ancor più tristezza ad un lavoro che al termine delle sue otto lunghe tracce, non fa che lasciarmi con un tormento nell’animo. Bravi da un punto di vista compositivo, abili come musicisti, intelligenti nel miscelare il death doom più depresso con accelerazioni più death oriented, quasi a ridestarmi dall’ascolto ormai intorpidito e soffocante delle sue tracce, gli Evadne si confermano eccellenti esponenti di una scena in continuo fermento. Però vi prego, ora lasciatemi tornare in spiaggia a lanciarmi nella mia ultima “Macarena” estiva, l’inverno può pure aspettare… (Francesco Scarci)

(Solitude Productions)
Voto: 70