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lunedì 23 febbraio 2026

Sadael - Paralytic Thrall

Ascolta "Sadael - Paralytic Thrall" su Spreaker.
#PER CHI AMA: Brutal Death
A me sembrava che i Sadael fossero una band votata al funeral doom, e invece quando ho fatto partire il disco inviatomi dalla Satanath Records, mi sono ritrovato di fronte a un attacco di robusto death metal. Che diavolo è successo a questo musicista armeno che distillava musica influenzata dal minimalismo dei Thergothon o dalle atmosfere più tragiche dei My Dying Bride? Che lo spostamento in Austria abbia in un qualche modo influenzato il sound dei nostri, o il banale cambio del logo significhi un totale cambiamento musicale? Chi può dirlo. Io so solo che la song iniziale di 'Paralytic Thrall' (ventunesimo album peraltro), mi ha preso a scarpate in faccia e nel culo. Ora distinguere dove siano posizionate entrambe potrebbe essere un quesito ardito ma non altrettanto interessante quanto capire cosa abbia portato il buon Sadael, col fido compagno Andrew Gossard (voce dei Putrefaction), a una svolta cosi radicale. Posso solo dire che "Into Absence" è puro death metal, al pari della successiva "Erasure", sebbene in alcuni momenti, si assista a un rallentamento quasi claustrofobico delle sue ritmiche (retaggio della vecchia creatura probabilmente). "Identity Dissolving" sfocia addirittura nello slam death metal con le voci tra il growl e il pig squeal e le ritmiche sparate a tutta birra. Ecco, non certo il mio genere preferito, per quanto qua e là (in "Leave the Weak Behind" ad esempio) gli assoli regalino momenti edificanti. Il resto però è puro death metal disturbante con una complessità strumentale non indifferente ma la cui brutalità fisica, lo va a rendere fin troppo caotico e furioso. Interessanti le melodie di "Screaming Earth" o l'asfissia emanata da un brano come "From Flesh to Void". Per il resto, allacciatevi le cinture, pronti a impattare con l'annientamento totale profuso da questo 'Paralytic Thrall'. (Francesco Scarci)

(Holy Mountains Music - 2025)
Voto: 62

venerdì 2 dicembre 2011

Sadael - Diary of Loss

#PER CHI AMA: Funeral Doom, My Dying Bride, primi Anathema
Rare volte mi è capitato di trovare un album perfetto per un sottofondo da notti solitarie in riflessione senza dire: “Beh, questa canzone si… Questa no… Questa forse…”. Sono impressioni personali, senza ombra di dubbio, ma quel senso di nera filosofia astrale che mi hanno trasmesso i Sadael (anzi, Sadael e basta, visto che si tratta nuovamente di una one-man band) è qualcosa di cui solo un altro gruppo, i Moonspell di Ribeiro, sono riusciti a instillare nel mio inconscio. Lo consiglio vivamente, questo “Diary of Loss”, ennesima fatica di una terra leggendaria, affascinante e piena di mistica come è l’Armenia. Trovano rifugio in questo calderone di sensazioni sette tracce di saggia poesia, una più evocativa dell’altra. Grande interprete di questo album è l’organo-pianoforte, accompagnato da elementi ambient che aumentano l’atmosfera sulfurea di ogni passaggio di tempo o mutamento di melodia (l’ho chiamato ‘piano-riff’, che sia un neologismo?). Il nichilismo, la solitudine e la chimera di una costante perdita dell’essere abbracciano nenie adombranti amori perduti, odiati o mai trovati, testimoniando in questo caso un avvicinamento alle liriche più gothic che doom. Contaminazione. La adoro. Apprezzerete anche gli assoli di chitarra, puliti e perfetti come solo gli Anathema di “Eternity” o “Alternative 4” sono riusciti a fare. Riguardo la lunghezza (questi viaggi non dovrebbero mai terminare) si spazia dai tre minuti dell’intro ai dieci dell’ultima traccia; azzarderei che tutto è stato calcolato per non pesare eccessivamente sull’ascoltatore. Ve lo consiglio vivamente questo album, anche per gli appassionati di dark-ambient. Prendetevi un’ora libera prima di andare a letto, versatevi un bicchiere di vino (“My Wine in Silence”: My Dying Bride docet) e lasciatevi trasportare da questa vera e concreta opera d’arte musicale. Se poi siete studiosi di occulto non lasciatevi mancare un ascolto attento della terza tappa, “Loss”, una metafora dell’eterno ritorno. (Damiano Benato)

(Silent Time Noise Records)
Voto: 80

www.myspace.com/sadael