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domenica 9 dicembre 2012

Nargis - Was Lange Lag Im Dunkeln...

#PER CHI AMA: Black, Altar of Plagues, Nachtmystium, Saattue
Dalla Germania ci arriva questo album uscito per la Lycaner Records, in una produzione limitata di 500 copie cariche di odio e ortodossa fede anticristiana, come lascia ben travisare la croce rovesciata impressa nel logo con cui la band si presenta. Questo full lenght è il primo per i Nargis e segue un precedente demo dal titolo “Triumph des Zons”, del 2009. La band è attiva dal 2008 e propone un black metal dalle tinte oltranziste e in mille sfumature di nero. Dei Nargis ci sono poche informazioni sul web e dalla traduzione del titolo che più o meno è “Ciò che a lungo giaceva nel buio...” e dei titoli dei singoli brani, subito ci si rende conto che abbiamo a che fare con una band volta a riportare in musica una forma poetico-teatrale di temi legati alla solitudine e all'oscurità, alla visione nordica, pagana e nichilista della vita. La musica ha mille sfaccettature, tutte intente a mostrare i tanti volti dell'oscurità, pertanto si passa da momenti ferali e violentissimi, a strutture doom che sfiorano l'ambient, ma sempre deprivate dell'uso di suoni esterni o tastiere (nessuna tendenza symphonic metal, non temete), quindi il tutto risulta musicalmente molto interessante ed alternativo, un modo diverso, moderno ed in evoluzione di intendere questa forma di disciplina metallifera. I Nargis ricordano, pur mantenendo una propria originalità, gruppi come Altar of Plagues, Nachtmystium, Saattue, estendendo ampiamente la durata delle loro composizioni, tanto che alcuni brani superano la soglia dei 12 minuti. Si tratta di suite sonore molto interessanti con una verve doom/psichedelica che si presta bene ad un certo alternative metal e un attacco diretto e cerebrale nelle parti più dure. Di questo album però bisogna capirne anche la componente psichica, per poterlo meglio apprezzare e questa componente risulta alla fine determinante per il suo ascolto. Il non cogliere questo fattore emotivo potrebbe infatti condizionare l'ascoltatore ad un giudizio troppo affrettato, inducendolo a cestinare prematuramente questa release. I brani infatti sono resi taglienti e poco socievoli da un uso molto violento dello screaming, che a volte può risultare leggermente oppressivo e monotono, un soffio in più di fantasia nella performance vocale e tutto sarebbe stato da incorniciare. Il risultato comunque c'è ed è buono, musicalmente si mostra attraente, anche se stiamo parlando di un viaggio molto duro ed aspro nei meandri di una spiritualità oscura, un disco da ascoltare in solitudine ed in particolari condizioni mentali... preparatevi ad aprire le porte dell'inferno! (Bob Stoner)

(Lycaner Records)
Voto: 70

https://www.facebook.com/nargis666