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domenica 21 novembre 2021

Hegemon - Sidereus Nuncius

#PER CHI AMA: Atmospheric Black
La Les Acteurs de l'Ombre Productions colpisce ancora, un po' come l'Impero nella trilogia iniziale di Star Wars. Questa volta l'etichetta di Nantes si fa promotrice del comeback discografico dei blacksters Hegemon. L'oscuro quintetto di Montpellier torna con 'Sidereus Nuncius', quinto malefico full length nella discografia dei nostri. La release si apre con le melodie agghiaccianti di "Heimarménè", un pezzo glaciale, ma di grande impatto emotivo che, per certi versi, mi ha ricordato gli Aborym di 'Generator'. Mortiferi, malvagi e devastanti, ecco come gli Hegemon si ripresentano al loro pubblico, sciorinando pezzi infuocati, taglienti a livello ritmico e vocale, ma sempre e comunque dotati di un tocco grooveggiante che rende la release avvicinabile a tutti gli amanti di sonorità estreme. "Mellonta Tauta" è un black metal cupo, che gode di partiture serrate ma anche di frangenti atmosferici davvero affascinanti. E "Shamanic Cosmocrator" prosegue sulla medesima falsariga delle precedenti, miscelando in modo davvero diabolico e convincente, il black di scuola svedese con quello più morboso e ricercato di matrice transalpina, in una sorta di Dark Funeral meets Blut Aus Nord. Il disco va via spedito senza alcun calo di tensione o ritmo: "Ascendency of Astral Chaos" sembra rievocare il black norvegese, in un pezzo di grande atmosfera (splendide le due parti acustiche dove ampio spazio viene lasciato al pulsante suono del basso) che si confermerà alla fine essere il migliore del lotto. Ma la qualità è ovunque molto alta, ve lo sottoscrivo. Pur non avendo inventato nulla di nuovo, il quintetto francese rilascia otto brani che sembrano godere di una certa freschezza compositiva, di una buona dose melodica, grazie a continui inserti di sintetizzatori e parti arpeggiate. Le cose che probabilmente ho meno apprezzato sono alla fine quelle song un po' più scontate: "Shape Shifting Void" è ad esempio un episodio di violento raw black, alquanto banale almeno all'inizio, che tuttavia diventa improvvisamente figo laddove rallenta, lascia emergere tutta la sperimentazione sonora dei nostri, cambia registro vocale e si toglie di dosso quella fuliggine primitiva e prevedibile dei suoi primi 60 secondi. Poi è una escalation di violenza e stravaganza sonica che la proiettano insospettabilmente al secondo posto nella mia personale scaletta di gradimento. "Ad Astra per Obscura" è un altro esempio di black primordiale che fatica in questo caso, ad uscire dal calderone di migliaia di band che propongono questo genere. Ci provano con l'assolo finale ma l'effetto fade-out ne vanifica il risultato precocemente. "Black Hole Womb" è figlia del black thrash norvegese, senza infamia e senza lode almeno fino a quando, dopo 90 secondi, emergono bombastici arrangiamenti orchestrali, splendide linee di chitarra e basso, deliziose parti atmosferiche, spoken words e clean vocals che fanno gridare senza mezzi termini, al miracolo. Si arriva cosi velocemente all'epilogo con "Your Suffering, My Pillars", ultimo mefistofelico atto di 'Sidereus Nuncius' in cui i nostri si lanciano nella loro ultima epica cavalcata chitarristica. Infernali. (Francesco Scarci)

(LADLO Productions - 2021)
Voto: 76

https://ladlo.bandcamp.com/album/sidereus-nuncius