martedì 6 gennaio 2026

Memories of a Lost Soul - Songs from the Restless Oblivion

Ascolta "Memories of a Lost Soul" su Spreaker.
#PER CHI AMA: Black/Gothic
Dando uno guardo alle classifiche sparse in rete dei migliori dischi metal usciti nel 2025, direi che senza far fatica, ci si ritrova sovente, a fare a pugni con dubbiosi pensieri scaturiti da certi nomi, magari anche relativamente famosi e interessanti ma molto spesso scontati, che provengono da ogni parte del pianeta, sicuramente spinti da una certa mirata propaganda. E, come succede di solito, anche quest'anno, a malincuore, possiamo notare che se non fosse per il botto di celebrità dei Messa, sono poche le band italiche che hanno avuto una grossa visibilità. Questo è il caso del disco in questione, 'Songs from the Restless Oblivion' dei calabresi, Memories of a Lost Soul che, senza calcare la mano sul fatto che sono al loro quinto full length e vantano una trentennale carriera alle spalle, direi che questo loro ultimo album, uscito per la My Kingdom Music, potrebbe essere dichiarato una delle più belle uscite dell'anno, almeno per quanto riguarda il versante tricolore. Un lavoro lungo e articolato con suoni caldi e umani, dove un ottimo lavoro sulla voce gutturale, con sfumature alla Moonspell e tastiere piene di pathos, inserite con estro e fantasia, fanno passare i violentissimi blast beat in secondo piano, dando una connotazione gotica anche ai brani più potenti e dinamici. Il consiglio spassionato che mi sento di dare a tutti, è di ascoltarlo in cuffia, poiché certe sfumature si assaporano meglio, e meglio si ascoltano le varie influenze che hanno dato vita a queste composizioni dai risvolti, certamente familiari per i sapienti del genere, magari anche un po' datate a volte, ma sempre variegate, ben concepite e piene di sfaccettature. Suoni e intuizioni che si spostano dal melodic death metal al black, al gothic e quant'altro, come il progressive e vagamente anche chitarre, che nel sottofondo respirano un buon sano e polveroso rigurgito di vecchio classic rock. Dalla metà circa del disco emergono poi in ordine sparso, anche una spiccata vena sinfonica, con azzeccati scambi vocali, doppie voci, clean/scream e male/female; inoltre si sentono spunti classici e vagamente etnici, che avvalorano la musica ("Into this Maze of Torment" ne è un esempio), rendendo l'ascolto ancor più piacevole, per una commistione di suoni potenti e carichi di teatrale, sinistra e malinconica epicità. "Two Dividing Souls", con quel ponte assurdo, ai confini con l'avangarde e quel suono di violino, è devastante, demoniaca e romantica allo stesso tempo. Intro, outro e un intermezzo di piano dal sapore fantasy, contribuiscono poi a stemperare i toni duri dell'opera. Insomma, 'Songs from the Restless Oblivion' è un disco complesso e completo che insieme ai lavori di Shores of Null e Novembre, dovrebbe essere un must per l'anno che si è appena chiuso. Non lasciatevelo quindi scappare. (Bob Stoner)

(My Kingodm Music - 2025)
Voto: 75