giovedì 23 aprile 2026

Sirius - Aeons of Magick

BACK IN TIME: recensione gentilmente concessa da Nihil Zine
#PER CHI AMA: Symph Black
Sette tracce all'insegna di un black metal che oserei definire astrale. Infatti, il primo nome che posso accostare al sound dei portoghesi Sirius, è indubbiamente quello del combo norvegese Limbonic Art. Con questo non fraintendetemi, 'Aeons of Magick' è una perla che brilla di luce propria. Tutte le tracce sono pervase di una maestosità superba; le tastiere e gli effetti, ovviamente protagonisti del songwriting, ricamano melodie affascinanti e coinvolgenti. Il black melodico e oscuro è affiancato da un growl abbastanza anonimo e purtroppo, da un suono di batteria orribilmente artefatto e meccanico. Queste rimangono le uniche pecche di un album che mi ha stregato. Tutti gli amanti di black sinfonico dominato dalle tastiere e dalla fantasia, con varie rimembranze di musica classica, rimarranno estasiati nell'ascoltare gemme quali "Ethereal Flames of Chaos" (grandiosa soprattutto la parte centrale in cui il pianoforte sottolinea con una vasta eco classicheggiante i passaggi più rutilanti del brano), dove veramente la musica sinfonica si dimostra la fonte compositiva primaria dei Sirius (ancor più del metal). La lunga introduzione strumentale, "The Stargate", ci mostra invece notevolissime affinità con le composizioni degli inglesi Bal Sagoth (una delle mie band di black epico preferite). La title-track ci dimostra invece tutta la creatività della band, introducendoci in più di otto minuti di meravigliosa estasi creativa; anche in questo caso le reminiscenze classiche vengono proposte ed eseguite con un ottimo gusto. La conclusiva e strumentale "Beyond the Scarlet Horizon", con il suo andamento rilassato e contemplativo, ci permette quasi di sognare ad occhi aperti l'immensità del cosmo. Ottimo album.

(Nocturnal Art Productions - 2000)
Voto: 80