Cerca nel blog

Caricamento in corso...

mercoledì 18 marzo 2015

Captain Mantell – Bliss

#PER CHI AMA: Alternative, Hard rock, Stoner, Queens of the Stone Age
“Il 7 gennaio 1948, alle ore 13.00, a Maysville, nel Kentucky, molte decine di persone videro un oggetto circolare che emanava una luce rossa, sorvolare la città. Dall'aeroporto militare di Fort Knox alle 13.45 si sollevò una squadra composta da tre aerei da caccia P-51, guidata dal capitano Thomas Mantell, per inseguire l'oggetto. Alle 15.15 Mantell comunicò di trovarsi a 6.000 metri e di vedere un oggetto metallico di grandi dimensioni, che dopo avere aumentato la velocità era sparito dietro una nube. Dato che gli aerei non avevano riserve di ossigeno per un volo ad alta quota, gli altri due piloti decisero di rientrare, mentre Mantell decise di continuare l'inseguimento. Dopo pochi minuti si persero i contatti con l'aereo di Mantell. Alle 15.40 il colonnello Hix, comandante della base, fece decollare due aerei per cercare Mantell. Alle 17.00 i resti dell'aereo del capitano furono trovati nei pressi della città di Franklin, sparpagliati su una vasta superficie. Fu trovato anche il corpo del capitano, con l'orologio che si era fermato alle 15.19. Fu recuperata la strumentazione di bordo, che indicò che l'aereo si era spinto fino ad un'altezza di 9.000 metri.”
Da questo episodio nasce la storia del power trio Veneto, capitanato da Tommaso Mantelli, evidentemente affascinato dall’omonimia con lo sfortunato aviatore americano. Dopo quattro album incentrati sulle vicende dell’incredibile inseguimento, 'Bliss' rappresenta il ritorno sul pianeta terra e parla dell’inevitabile shock dovuto ai cambiamenti avvenuti durante l’assenza del Capitano. Il suono è la maggiore novità che 'Bliss' porta in dono rispetto ai precedenti lavori: laddove quelli si incentravano su una matrice elettronica, qui il suono del terzetto si è consolidato e ha ampliato i propri orizzonti andando a radicarsi decisamente nel rock classico dei 60/70, tenendo però bene a mente tutto quanto fatto in seguito da gente come Nirvana e, soprattutto, Queens of the Stone Age. È proprio la band di Josh Homme, nelle sue vesti più accessibili, quella che più di ogni altro viene chiamata in causa in molti episodi del disco (la robusta “With My Mess Around”, il lento stoner “Better Late Than Now”, l’orecchiabile “First Easy Come Then Easy Go”). L’alchimia tra le ritmiche potenti di Mauro Franceschini, il sax ispirato di Sergio Pomante, e i riff della chitarra di Mantelli è davvero perfetta e costruisce solidissime architetture su cui la voce del capitano svetta in modo sempre convincente (e con una pronuncia inglese ottima e credibile, cosa che spesso rappresenta il tallone d’Achille di tante band italiane). Ad arricchire il suono e le atmosfere del disco ci sono poi, qua e là, gli archi di Nicola Manzan (ovvero Mr. Bologna Violenta), e altri ospiti di cui diremo più avanti. La scaletta è molto nutrita (14 brani) ma ben bilanciata, mai prolissa (solo due episodi superano i 4 minuti) e pressoché perfetta almeno per la prima metà: oltre alla già citata “With My Mess Around”, l’iniziale “Love/Hate”, sorta di rivisitazione in chiave hard dei King Crimson di Red, il riff di sax memorabile dell’epico mid-tempo “To Keep You in Me”, mentre “The Ending Hour” si rifà al miglior alternative anni '90 e l’hard blues di “Side On” viene valorizzato dalla voce calda di Liam McKahey (ex cantante dei Cousteau). Nella seconda parte, tolto qualche riempitivo comunque gradevole, spiccano “The Age of Black”, che a metà brano accelera con la super chitarra di Jason Nealy dei Bleeding Eyes, e lo splendido brano finale “Won’t Stop”, che è un po’ una summa delle influenze che hanno caratterizzato il disco: si va dai Beatles a Zappa ai Queen of the Stone Age passando per le sferzate di un sax dal sapore molto free. Influenze che, sapientemente assimilate e mixate alla personalità dei membri della band, fanno di questo 'Bliss' uno dei migliori dischi italiani usciti, nel suo genere, negli ultimi anni. Se poi ci mettiamo l’attenzione all’artwork, davvero ben fatto, non potete proprio non averlo nella vostra collezione. (Mauro Catena)

(Dischi Bervisti - 2014)
Voto: 80