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domenica 23 novembre 2014

Lachrimatory - Transient

#PER CHI AMA: Death Doom, primi The Gathering e My Dying Bride
Usciti originariamente autoprodotti nel 2011, i brasiliani Lachrimatory trovano nella Solitude Productions, la via di diffondere la propria musica world wide.'Transient' è infatti un album di oscuro death doom, segno tangibile che il sole laggiù in Sud America, si sia oscurato a favore delle tenebre. Dopo aver infatti da poco recensito i paulisti Thy Light, ecco trovarci di fronte a una nuova realtà dedita a suoni asfissianti e maledetti. L'act di Curitiba ci propone sei infinite tracce che esordiscono con l'avanzare sontuoso di "Seclusion", brano che oltre a sfoggiare gli elementi classici del genere, trova il suo punto di forza nell'eleganza di un violoncello che impreziosisce la qualità del lavoro. L'utilizzo dello strumento ad arco è infatti piuttosto invasiva (ricordate i primissimi My Dying Bride?) e tende a duettare con la ritmica robusta e il growling profondo del frontman Avila Schultz. Diciamo che se la traccia anziché durare 12 minuti, fosse durata 3-4 minuti in meno sarebbe stata quasi perfetta, con quel suo ondeggiare tra atmosfere pacate e squarci elettrici. Convincenti. Tocca alla traccia eponima scavare nei meandri profondi dell'anima, con il suo incedere intorpidito e flemmatico, in cui grande spazio trovano le keys che tuttavia sfoggiano suoni semplici e un po' obsoleti (sembra quasi il sound del primo album dei The Gathering). "Twilight" scomoda nuovamente i My Dying Bride di 'Turn Loose the Swans' per il fantastico connubio tra la grazia del violoncello e la gravità delle linee di chitarra; peraltro in questa traccia fa la sua comparsa anche un'anonima voce pulita. Con "Clarity", l'aria si fa ancor più pesante, il funeral è li a due passi, i suoni sono ancor più grevi e rarefatti, e le melodie trovano l'unica valvola di sfogo nel suono spettrale del violoncello, protagonista indiscusso dell'intero cd. "Deluge", la quinta song del lotto, strizza l'occhiolino agli Anathema di 'Serenades': lenti ma accattivanti, bravi nell'unire linee doom con splendide melodie di più ampio respiro che troveranno la summa del brano a quattro minuti dalla fine in cui violoncello e pianoforte vanno teneramente a braccetto. "Void" si muove in modo piuttosto angosciante, sebbene Maiko Thomé e il suo violoncello, cerchino di restituire un po' di luce e colore a quel cielo tinto di grigio. 'Transient' alla fine si conferma un signor album di death doom, come se ne sentono pochi oggigiorno, frutto di un lavoro interessantissimo in fatto di alternanza di atmosfere e suggestioni, ma soprattutto rimarco la performance assolutamente esaltante del violoncellista. Dopo tre anni è ora di uscire con qualcosa di nuovo che confermi quanto di buono fatto fino ad ora. Attendo impaziente. (Francesco Scarci)

(Solitude Productions - 2014)
Voto: 75

http://www.lachrimatory.com/